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SANSEVERINO – LA MACCHINA SALVAMARE


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sopra la macchina “Oilsep” inventata e brevettata da Michele Sanseverino un piccolo industriale meccanico di Bari che potrebbe diventare il salvatore del Golfo del Messico e delle coste della Louisiana. La sua è l’unica macchina al mondo in grado, non solo di separare l’acqua dall’olio, ma di restituire da un lato l’olio (nel nostro caso petrolio)riutilizzabile, dall’altro l’acqua depurata pronta per essere reinserita nell’ambiente.

Michele Sanseverino, come tutte le persone di valore in Italia non è stato nemmeno preso in considerazione da banche ed enti dello Stato, eppure aveva fra le mani l’invenzione del secolo, una macchina capace di separare l’olio dall’acqua, che su larga scala potrebbe risolvere il problema del Golfo del Messico e, addirittura, recuperare il petrolio sversato. Innanzi all’incapacità del resto del mondo di trovare una soluzione, quello di recuperare il petrolio degli sversamenti senza inquinare ulteriormente l’ambiente con solventi o altro, un piccolo inventore pugliese si pone con la sua idea al centro del mondo.

 

 

sopra,  l’industriale pugliese Michele Sanseverino. La sua è una industria familiare che fino ad oggi si è sostenuta grazie agli arabi degli emirati, primi clienti della sua invenzione

Niki Vendola, governtore della Puglia ha avvisato il ministro degli esteri Frattini che a sua volta si è mosso nei confronti del governo Usa.   Intanto tutte le industrie metalmeccaniche pugliesi si sono rese disponibili a realizzare le prime 500 macchine in breve tempo.  Il costo di ogni impianto sarebbe intorno ai trecentomila euro. Una inezia rispetto al danno economico che si va formando ed al costo degli inutili interventi che sono stati profusi fino ad oggi.
Il macchinario ha quindi un’applicazione multipla. Consente all’industria di recuperare petrolio che altrimenti andrebbe perso, perché per ogni litro di greggio estratto vi sono dai 3 ai 10 litri di acqua mista da cui ottenere altro greggio. Nelle aree di mare, invece, il separatore viene montato su una chiatta per trattare lo specchio d’acqua inquinato (delimitato da barriere galleggianti) e risucchiare l’inquinante. Anche questa applicazione è stata fatta nell’area del delta del Niger. Nell’Oman poi l’Oilsep è stato utilizzato anche per disinquinare i pozzi di acqua dolce.
Resta il problema delle dimensioni, infatti fino ad oggi la cosiddetta “macchina mangia petrolio” è stata utilizzata su piccoli problemi locali. Sarebbe dunque necessaria o la realizzazione di un gran numero di queste macchine oppure il loro ridimensionamento, per renderle significative innanzi al grave problema ambientale del momento.
Incredibile ma vero, l’idea del nostro inventore è stata ispirata dal funzionamento della lavatrice di casa. Si tratta di una vera propria separazione molecolare che restituisce all’ambiente l’acqua ripulita e il petrolio utilizzabile come di consueto. In parole povere non solo una soluzione ambientale eccezionale, ma un vero e proprio affare anche dal punto di vista economico.
C’è da sperare che la macchina di Sanseverino venga preferita alle esplosioni nucleari controllate, dal momento che nessuno è in grado di stabilire che cosa succederebbe a 1500 metri di profondità in mare.
Abbiamo contattato l’inventore nella speranza di poter approfondire l’argomento .
La situazione nel golfo del Messico è veramente vicina al catastrofico e ancora una volta il genio italico potrebbe venire in aiuto all’umanità.

il direttore
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VALE LA PENA RICORDARE

 

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Subacquea: nuove disposizione CP In data 22 luglio 2003, il Comandante della Capitaneria di Porto di Genova, ha emanato l’Ordinanza n. 183/2003 che, richiamando la normativa vigente nel proprio Circondario Marittimo sulle attività subacquee (Ordinanza n. 18/99 del 16/02/1999 – Disciplina delle immersioni subacquee guidate o meno – Articoli 2.2.5. e 5.4.della Ordinanza n. 105/2003 del 14/05/2003 – Ordinanza Balneare), ha integrato, con altre norme ancora più cautelative, la disciplina di detta attività. Queste le norme di maggior rilievo e sulle quali si richiama la massima attenzione:
1)Di notte il segnale che contraddistingue l’attività subacquea deve essere una luce lampeggiante gialla visibile a giro d’orizzonte presente sulla unità di appoggio. Qualora non vi sia unità di appoggio tale segnale deve essere fissato sull’asta del segnale galleggiante. Di giorno il segnale costituito da un apposito pallone con bandiera rossa con banda trasversale bianca.
2)I segnali sia diurni che notturni, in condizioni normali di visibilità, devono essere di caratteristiche tali da potersi vedere a non meno di 300 metri di distanza.
3)In prossimità dei predetti segnali le unità in transito, se propulse a vela o a motore, devono moderare la velocità e mantenersi a una distanza di 100 metri.
4) Qualora vi siano più subacquei in immersione è sufficiente un solo segnale purchè operino tutti entro il raggio di 50 metri dalla verticale del segnale.
5)Il nuotatore che si trovi al di fuori della zona di mare riservato alla balneazione può segnalare la propria presenza con analoghi segnali.
Le Ordinanze citate sono consultabili sul sito:
www.cpgenova.it

di Marco 60