TROVATO IL RELITTO DI UN SOMMERGIBILE INGLESE A TAVOLARA

 
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sopra una rara immagine del sommergibile inglese P311 (doveva essere rinominato “Tutankhamen”  per esplicita volontà di Winston Churchill) affondato nelle acque di Tavolara a gennaio de 1943 probabilmente a causa di un campo minato, al suo interno giacciono i resti di 71 marinai e ufficiali
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A T class British submarine in action. Photo: Wikimedia Commons.

Chariot Mk. I
Directly inspired by the Italian slow running torpedo (SLC-200 “Maiale”) which was successfully employed against the British fleet in the Mediterranean in WWII, the Chariot Mk.1 followed the same general arrangement but used a British 21″ (533mm) torpedo as the base. Due to the R&D advantage of a salvaged Italian example, the first craft were operational within 7 months of program initiation in 1942. Despite this much experimentation was required to ready the tactics and operating procedures to employ the craft operationally – in particular RN Chariots typically operated in much colder environments than their Italian counterparts.
The superstructure was slightly more substantial than the SLC, with a more faired rear locker. Performance was comparable.
Specification:
L – 6.8m
W – 0.88m (body 533mm)
Speed – 2.5kts
Operating depth – up to 27m
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sopra, una rarissima immagine dei Chariot inglesi montati sul sommergibile trasportatore, erano in pratica la fotocopia dei nostri SLC (maiali)

 

Testo di Stefano Ambu
Sommergibili spariti nel nulla, soprattutto durante la seconda guerra mondiale, mai più tornati in porto. Tanti e di tante nazionalità: una vera e propria “flotta fantasma”. Ora dall’elenco si può depennare il sottomarino inglese P311. Non si avevano notizie dal gennaio del 1943: ora l’ha ritrovato, a novanta metri di profondità, adagiato sul fondale davanti all’isola di Tavolara, il sub genovese Massimo Domenico Bondone con il supporto tecnico dell’Orso diving di Corrado Azzali a Poltu Quatu, in Gallura.   A bordo del sottomarino (SOMMERGIBILE) – questo risulta dai documenti di imbarco – c’erano settantuno militari. Lo stato del mezzo navale, danneggiato da una probabile esplosione ma senza varchi, rivela che verosimilmente i corpi sono ancora all’interno. L’ultima traccia del sottomarino risale alla partenza da Malta. La missione? Era diretto al porto di La Maddalena per mettere fuori uso due incrociatori italiani, ritenuti evidentemente pericolosi. Il comandante del sommergibile era uno che aveva una grande reputazione in questo genere di azioni: già in passato aveva dato filo da torcere agli italiani. Lo scenario era quello dell’ultima guerra. L’8 settembre e l’armistizio di Badoglio erano ancora lontani, marina inglese e italiana erano nemiche e si fronteggiavano anche così.       Ma qualcosa al P311 andò storto. Durante l’avvicinamento il sottomarino incappò in un campo minato non rilevato vicino a Tavolara. «All’epoca alcuni pescatori raccontarono di aver sentito un boato durante la notte», ricostruisce Bondone in un colloquio con l’ANSA.     Ma un sottomarino (SOMMERGIBILE)colpito a decine di metri dalla superficie non si vede, rimane in fondo al mare. Nello splendido fondale davanti all’isola del nord est Sardegna si persero, quel giorno, le tracce del sommergibile e dei militari a bordo.             Un relitto tra i più ricercati del Mediterraneo che ora diventerà meta turistica per i subacquei, soprattutto per quelli affamati di storia. «Trovarlo – confessa il sub genovese – è stata davvero una grande emozione. La caratteristica che rende particolare, quasi un unicum, questo ritrovamento è la presenza in coperta dei chariot, i mezzi utilizzati dai militari inglesi per avvicinarsi agli obiettivi e sistemare gli esplosivi».   Una passione, quella per i relitti, che ha portato Bondone in giro per il mondo a scoprire reperti storici. La Sardegna la conosce da vent’anni. Soprattutto i suoi fondali. Ora la scoperta del P311: un mistero che, grazie al ritrovamento, si può dire adesso risolto.    RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

C’È GRANDE CONFUSIONE CON IL TERMINE SOTTOMARINO E SOMMERGIBILE. (commento della redazione)

Vediamo di capire e ricordare: i bastimenti dell’ultima guerra mondiale erano sommergibili, poiché navigavano bene e velocemente in superficie e meno bene sommersi, in pratica erano navi sommergibili. E la parte sommersa durante la navigazione in superficie era del 30% Gli attuali sottomarini, invece, non sono navi sommergibili, ma sottomarini, navigano meno bene in superficie e molto bene e più velocemente in immersione. Quando sono in superficie hanno il 70% dello scafo sott’acqua. Quindi il ritrovamento in Sardegna è quello di un sommergibile inglese.       La particolarità di questo sommergibile che faceva base a Malta, sta nell’essere stato armato come trasportatore dei famosi “Chariot” che nelle foto che pubblichiamo non erano ancora stati montati.  Questi furono completamente copiati usando i nostri SLC “Maiali” come esempio, che ben altre pagine di storia scrissero nella seconda guerra mondiale. Non solo i Chariot non riuscirono mai a portare a termine uno straccio di missione se non quella di affondare un nostro incrociatore in disarmo nel porto di Spezia, con i nostri X Mas che li presero letteralmente per il naso; ma l’operazione fortemente voluta da Churchill ebbe un esito totalmente sfigato, e se si pensa che furono trasportati da un sommergibile che sempre Churchill voleva chiamare Tutankhamen (vedi la maledizione del faraone), si comprende che già che c’era poteva chiamarlo Titanic e avrebbe raggiunto il massimo del grottesco. Insomma quei poveracci erano veramente condannati dal fato alla triste fine che hanno fatto.

The Prime Minister, Winston Churchill had minuted the Admiralty on 5 November 1942, 19 December, and again on 27 December, saying that all submarines should have names. In the last he provided a list of suggestions and insisted that all unnamed submarines be given names within a fortnight. P311 was to be assigned the name Tutankhamen, after the Egyptian king. She would have been the only vessel of the Royal Navy, before or since, to bear the name. She was lost in the Mediterranean between late December 1942 or early January 1943, before the new name could be formally assigned. She therefore never received the name Tutankhamen, and is officially designated as P311.[1]

She joined the 10th Submarine Flotilla at Malta in November 1942, and was lost with all hands between 30 December 1942 and 8 January 1943 whilst en route to La Maddalena, Sardinia, where she was to attack two Italian 8-inch gun cruisers, the Gorizia and the Trieste, using chariot manned torpedoes carried on the casing as part of Operation Principal.[2] She was reported overdue on 8 January 1943 when she failed to return to base.[1]

il direttore

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Un pensiero su “TROVATO IL RELITTO DI UN SOMMERGIBILE INGLESE A TAVOLARA”

  1. Ciao Marcello
    non so se ti ricordi di me: sono Pier Giorgio Brovelli detto PG, ti ho aiutato ad organizzare due corsi di fotosub (non ricordo gli anni) alla piscina monumentale di Torino per conto del CCSS (centro coordinamento attività subacquee). Mi fa molto piacere ritrovarti e poterti mandare un salutone.
    PG
    (scusa se uso il commento all’articolo ma non sapevo come fare diversamente e ci tenevo salutarti)

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