TANTO VA LA GATTA AL LARDO CHE CI LASCIA LO ZAMPINO

 

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sopra, Manos Kouvakis direttore del CEDIFOP

QUELLO CHE PUBBLICHIAMO QUI DI SEGUITO CI ARRIVA DIRETTAMENTE DA MANOS KOUVAKIS, DIRETTORE DELLA SCUOLA SUBACQUEA PROFESSIONALE CEDIFOP DI PALERMO ED È PARTE DEL RISULTATO DELL’ACCERTAMENTO EFFETTUATO DALLO  studio legale internazionale GIAMBRONE, con sedi sia a Palermo che a Londra – questo è il sito: http://www.giambronelaw.com/ English speaking Italian Lawyers in London with international offices | Giambrone Law  Italian lawyers in London, ECCO IL TESTO:

Aggiornamenti sul percorso avviato per la revoca dei riconoscimenti dei corsi realizzati in questi anni in Scozia: ecco alcuni punti salienti del parere legale:

“…Alla luce di quanto finora esposto, si puó, pertanto, ritenere che nella questione che ci occupa, l’accertamento circa la conformità degli standard qualitativi e la equivalenza di titoli formativi conseguiti in diversi Stati Membri, da parte della HSE_UK e della IMCA, non é stato effettuato nel rispetto del documento di recepimento della direttiva adottato dalla HSE, oltreché secondo i criteri enucleati dalla consolidata giurisprudenza nazionale ed europea, richiamata in materia. Infatti, l’equiparazione proposta del titolo italiano OTS ad un titolo di primo livello offshore apparentemente in applicazione della direttiva 2005/36/CE e del principio di libertà di stabilimento, si configura piuttosto come una violazione della stessa Direttiva, in quanto i parametri volti a determinare la equiparazione sarebbero stati disattesi….” … “…La condotta su richiamata ha avuto per oggetto la equiparazione dei titoli di formazione, posta in essere nel settore della subacquea industriale dalla IMCA e dalla HSE-UK, in favore degli enti di formazione britannici, idonea a provocare la conseguente “scorciatoia” rappresentata dalla possibilità di conseguire – con semplice e banale integrazione – un titolo abilitativo di livello superiore, peraltro, rilasciato dalla HSE, e quindi automaticamente riconosciuto a livello internazionale di IMCA…”

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Questa la nota di Manos Kouvakis:

E’ sospetto l’accanimento di alcuni personaggi, che vivono in Italia, ad indirizzare cittadini Italiani a formarsi( obbligatoriamente) all’estero presso una scuola scozzese (aderente all’IDSA ma solo come associato member, cioè senza un controllo diretto sulla qualità di formazione da parte dell’IDSA e con il divieto di rilasciare certificazioni IDSA), con percorsi formativi di livello assolutamente più scadente a quello offerto dal CEDIFOP, facendo nascere il sospetto di interessi nascosti dietro tutto questo.

Il giro di affari negli ultimi anni fra i cittadini Italiani, rivolti al centro di formazione scozzese e indirizzati da questi personaggi, può arrivare a diversi milioni di euro, pagati dai cittadini Italiani, rivolti a questa scuola negli ultimi anni, con soldi italiani portati all’estero da cittadini italiani annualmente, e creando, così, un vero “tesoretto” all’estero.
MA A CHI SONO FATTURATI DALLA SCUOLA SCOZZESE QUESTI INCASSI??

3 pensieri su “TANTO VA LA GATTA AL LARDO CHE CI LASCIA LO ZAMPINO”

  1. risposta a “poetazzo”
    1) il top up si svolge a Palermo per 3 settimane, e successivamente in una settimana integrativa in Norvegia, per il TUP DIVING e le immersioni a temperature intorno ai – 10 gradi, impossibili ad ottenere a Palermo
    2) la scuola a cui fai riferimento (che si trova in Liguria) è stata ESPULSA dall’IDSA perché rilasciava BREVETTI FASULLI, questi brevetti non hanno alcun valore: non sono considerati da noi per le fasi successive di addestramento e non sono validi per ottenere la CARD ITALIANA di COMEMRCIAL DIVER – infatti sul nostro sito è su più punti specificato che i brevetti IDSA che prendiamo in considerazione devono essere rilasciati da SCUOLA ATTUALMENTE FULL MEMBER IDSA.
    3) non sono solo i “brevetti IDSA” che vengono considerati ma l’intero percorso che deve essere verificato per l’iscrizione al repertorio telematico, rispetto la LEGGE 07/2016 per il COMMERCIAL DIVER ITALIANO (livelli inshore – offshore air e offshore saturazione) che attualmente è L’UNICA LEGGE VALIDA IN ITALIA: Leggi qui la legge: https://docs.google.com/viewerng/viewer?url=http://www.cedifop.it/gurs-legge+lentini.pdf
    La legge 07/2016, va applicata per attività FUORI DAI PORTI, e NON a chi è OTS.
    Nel caso tuo, per poter ottenere la CARD ITALIANA di COMEMRCIAL DIVER, avendo una patacca rilasciata da quella scuola, molto probabilmente dovrai ripetete tutta la formazione sin dall’inizio o se hai il livello lavorativo delle attività previste dall’IDSA fare un assesment.

    1. grazie per l’elabrata risposta.
      non sapevo che la scuola ligure fosse stat espulsa da idsa.. sinceramente la cosa non mi stupisce + di tanto cmq, oltre al brevetto idsa, da loro ebbi brevetto ots della regione con timbri&firme assortiti sikkè, qualora decidessi di tornare a lavorare in italia, dovrei essere apposto.
      Invero, al momento sto tanto bene all’estero, dove non devo combattere con capitanerie di porto, nulla osta, visite in camera iperbarica ecc ecc 😀

  2. sbaglio o dal cedifop, gli studnti vengono/venivano mandati in norvegia per fare il topup?
    di mio, ho un brevetto idsa preso in unaltra scuola italiana e non c’è assolutamente paragone con quello che offre TUC, con quello che è stato il mio percorso ..avrò usato il casco manco una decina di volte e usato la broco 3 di numero…

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