16 Anni di reclusione

Schettino

Dopo cinque anni ci hanno dato ragione, sono stato l’unico giornalista a pubblicare una seria indagine sull’incidente e a valutare Schettino come grande marinaio. Avevo ragione, andate a vedere il video in fondo a questo articolo, buona lettura

il direttore

Sedici anni di reclusione è la condanna per Francesco Schettino, ex comandante della Costa Concordia, che la notte del 13 gennaio 2012 ha portato la nave sugli scogli. Che lo avrebbero condannato lo sapevamo bene fin dall’inizio. D’altra parte il comandante è il n.1 nelle tragedie del mare e comunque vadano le cose, in caso di naufragio, è un uomo finito. Siano di chi siano le colpe, il maggiore responsabile è il comandante, poiché comunque la volti c’è sempre lui in prima fila.

Si può obiettare che il personale di bordo non era qualificato… la risposta è palesemente semplice. Il comandante doveva rifiutarsi di prendere il mare con personale non qualificato. Si può obiettare: il timoniere non era qualificato ed è scomparso, altra semplice risposta – il comandante doveva sapere che il timoniere non era qualificato e rimuoverlo dal suo posto di lavoro. La nave non era in condizioni perfette, due radar erano difettosi, le porte stagne non chiudevano bene, tutti i sistemi sono andati immediatamente in tilt – bene, se è così, perché il comandante ha accettato di comandare una nave in quelle condizioni?

Comunque la giri tutto torna sempre a lui.

Non dette l’ordine di abbandono nave per tempo, quando la nave era ancora stabile… beh, nessuno può sapere che cosa sarebbe successo se avessero calato le scialuppe mentre la nave scivolava senza motore a una velocità di sette-otto nodi, fosse anche stata di sei nodi, poteva succedere un parapiglia, con decine di morti annegati di persone che cadevano in mare di scialuppe che ancora imbrigliate nei cavi venivano trascinate da quell’immensa montagna di latta che è una nave da crociera come quella. L’unica considerazione seria che possiamo fare è quella della valutazione dei morti e feriti: 32 i morti, i feriti pochissimi, più che altro passeggeri infreddoliti e spaventati. Quella che poteva essere una delle più grandi tragedie del mare si è risolta con un numero di vittime da incidente automobilistico, tutti gli altri sono arrivati a terra sani e salvi.

Ora, come ho detto fin dall’inizio di questa mia inchiesta giornalistica, in qualità di giornalista del mare competente, il mio scopo non è mai stato quello di giustificare Schettino, ma quello di analizzare i fatti in modo sereno, senza le suggestioni che i miei colleghi hanno scatenato nella gente comune, attraverso un vero e proprio bombardamento mediatico che ha visto una sola vittima e un solo imputato: il pagliaccio, codardo, incapace, incosciente, assolutamente privo di capacità decisionale, che sembra essere Francesco Schettino o almeno questa è l’immagine che ci è stata disegnata ad uso e consumo del popolo “bove”; ma possibile che una delle più grandi compagnie di navigazione affidi una nave come quella a un uomo siffatto?.

Francesco Schettino è diventato un Berlusconi 2, chiunque tu interrogassi si scagliava contro il Cavaliere e oggi lo fa contro quel comandante.

Ho ascoltato ricostruzioni assurde, ho visto sbagliare le ore in confusione costante fra l’ora UTC, e l’ora locale e anche qui non possiamo che attenerci ai fatti.

La Concordia è entrata in collisione con gli scogli della Scola, scodando in fase di virata. Poteva passare indenne? Sì, se il timoniere avesse compreso gli ordini, forse si sarebbe acciaccata senza sventrarsi, poiché una accostata a sinistra come ordinata dal “codardo incapace”, avrebbe scaricato le lamiere della nave di diverse tonnellate, mentre il mantenimento della barra del timone a destra o a dritta che dir si voglia ha caricato l’urto ben oltre la capacita di resistenza delle lamiere, non poteva non aprirsi esattamente come il Titanic.

Se poi andiamo a vedere nei dettagli, lo storico transatlantico è risultato costruito con acciaio scadente, e la Concordia?

Allora, proviamo a vedere le cose da un altro punto di vista, lasciamo perdere tutto il quadro accusatorio, il linciaggio mediatico, le polemiche nella plancia di comando, la capacità gestionale dell’imputato; andiamo a vedere che cosa è la navigazione oggi.

Lo scrivente è ancorato in un porto della costa Brava in Spagna dopo aver navigato per oltre settecento miglia, senza mai mancare un porto di oltre dieci metri. Nel golfo del Leone ho navigato per cinque ore con visibilità zero a causa della nebbia, un incubo, poiché non avevo installato un radar e i miei appelli sul canale sedici venivano ignorati.  Ciò nonostante dopo cinque ore sono arrivato in vista della terra e del porto, esattamente dove dovevo essere. Miracolo? No, semplicemente ho utilizato il GPS del mio telefono mobile e un programmino del costo di cinque euro.  Ecco, allora vediamo il naufragio della Costa Concordia sotto quest’altra luce: se io con la mia barchetta di nove metri scarsi posso navigare con un telefono GPS sapendo sempre dove sono, com’è possibile che un transatlantico di oltre centomila tonnellate alto oltre quaranta metri con un equipaggio di Comandante, secondo comandante, primo ufficiale, secondo ufficiale, terzo ufficiale, nostromo, ufficiali di macchina e timoniere si vada a schiantare contro una scogliera?  Qualcuno dei magistrati che ha interrogato Schettino si è posto questa domanda? Oggi è praticamente impossibile che una cosa come quella che è accaduta alla Concordia accada.  Una nave può schiantarsi a terra perché una burrasca la scaraventa sugli scogli, perché era ingovernabile con onde alte venti metri, perché ha rotto l’invertitore durante le manovre in porto, perché a preso fuoco ed è stata abbandonata, ma non è possibile con tutte le attrezzature di cui disponiamo per la navigazione oggi, che si schianti sugli scogli mentre naviga normalmente, non con l’attuale sistema GPS, non con le carte dei programmi GPS che riportano tutto, anche i più piccoli dettagli.

Che cosa è successo in plancia comando quella notte? Erano tutti ubriachi? Erano tutti ciechi, tutti impazziti? Possibile che nessuno abbia visto o compreso che la nave andava per scogli?  Due radar funzionavano male, ma bastava il mio telefonino per capire che finiva male.

QUALUNQUE MARINAIO anche il più asino, sa che una nave con un tonnellaggio di oltre centomila, richiede almeno due miglia per rispondere correttamente al timone. Quando Schettino avrebbe dato l’ordine di portare la nave sugli scogli?

Se un comandante impazzisce il resto degli ufficiali non deve fare nulla?Deve stare a guardare facendo commenti e risolini?  Quella gente che è stata a guardare, facendo commenti del tipo “Questo è pazzo”, commenti che si sono sentiti sulla scatola nera quando Schettino ha detto a quello che ci hanno dipinto come l’idiota di turno al timone, «Vai a destra sennò andiamo per scogli».

Ebbene quegli ufficiali, cortigiani di una italietta da operetta, quegli incapaci di reagire, di prendere in mano la situazione, per paura di rimetterci la carriera, quelli che per pararsi il culo, il loro culo, hanno lasciato accadere quanto è accaduto, … sono nuovamente in mare e nuovamente al comando di unita della marina commerciale.

Nessuno di loro è stato additato come codardo e invece codardi lo sono stati tutti in quella plancia, tutti meno il timoniere che sei mesi prima faceva le pulizie e che non comprendeva bene nemmeno l’inglese. Lui era «l’idiota», ma tutti gli altri?

Ecco, gli altri hanno patteggiato pene irrisorie e si sono salvati il posteriore, come da programma.

In quella plancia c’era la solita Italia, dove nessuno è responsabile di nulla e quando va male tutti si infilano le mutande di ferro e solo uno rimane in slip di cotone, il comandante. Il capro espiatorio, l’unico imputato.

Ma siamo sicuri che sedici anni di carcere li meritasse solo Schettino?

E la compagnia di navigazione? Come sono queste navi, questi nosocomi galleggianti, questi centri residenziali di ferraccio che infatuano le signore che hanno sbarcato il lunario in una grigia famiglia per decenni e sognano una crociera; come sono fatte: bene? Secondo tutti i crismi, o al risparmio più assoluto? E gli equipaggi, sono competenti oppure un’accozzaglia d’incapaci ex disoccupati a basso costo, racimolati fra gli immigranti, gli irregolari, insomma gente che pur di mangiare venderebbe padre, madre e figli? Il timoniere, che pochi mesi prima faceva le pulizie e verniciava, chi lo ha assunto, chi gli ha fatto un colloquio preliminare?

Possiamo immaginare che sia andata così:

«Buon giorno si accomodi» IO NO CAPIRE… «mi dica quali sono le sue esperienze di lavoro» IO NO CAPIRE. «guardi i posti da comandante li abbiamo esauriti e anche da ufficiale in plancia e di sala macchine, ci sarebbe un posto da timoniere a seicento euro al mese con contratto a progetto» IO NO CAPIRE, «Va bene le assegno il posto da timoniere però devo farle un piccolo test… alzi la mano sinistra» il futuro timoniere alza la mano destra, poi notando il disappunto sul volto del suo interlocutore la abbassa e alza la sinistra, e un bel sorriso appare sul volto del selezionatore «ecco, quella e la sinistra e questa e la destra se ne ricordi mi raccomando», scusatemi se faccio dell’ironia ma ci sta, eccome se ci sta.

Quante lingue si parlavano sulla Costa Concordia o potremmo chiamarla Costa Babele?

Ironia amara a parte, quella notte poteva esserci anche un obiettivo molto più alto, come la Carnival; poteva esserci un tentativo di destabilizzare una delle più grandi compagnie di navigazione low cost del mondo.  Caso strano, coincidenza delle coincidenze, pochi giorni dopo un’altra nave della Costa/Carnival ha preso fuoco. Quante coincidenze vero?  A livello più basso occorreva trovare subito un colpevole da dare in pasto alla folla: Francesco Schettino.  Con la sua condanna si salvano tutti, in fondo anche lui che alla fine non passerà sedici anni in galera. È giusto, perché nella sua cella dovrebbero esserci decine di ufficiali, comandanti, dirigenti e amministratori, tutti lì a pane acqua per sedici anni, per ricordare a chi di dovere che non si può vivere continuando a prendere per il sedere la povera gente.

Una crociera per essere sicura deve avere navi d.o.c., seriamente progettate e collaudate, equipaggi di prima scelta ed esperienza, personale di bordo qualificato e comandanti al di sopra di ogni dubbio.  Ma tutto questo costerebbe caro e addio ai prezzi popolari, le crociere tornerebbero ad essere quelle che erano all’epoca del Rex, per pochi fortunati.  Se le navi fossero costruite secondo le regole del buon padre di famiglia certi transatlantici moderni non esisterebbero. L’affare si sgonfierebbe e oggi questo è inconcepibile…

Allora io mi domando quei trentadue morti quanti li hanno sulla coscienza?

il direttore

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3 pensieri su “16 Anni di reclusione”

  1. Esprimo, come altre volte, il mio pensiero in merito ad argomenti che mi appassionano. In contrasto con quello del direttore, semprechè rispettoso del suo punto di vista. Certo che l’analisi di una pluralità di idee sia un arricchimento per tutti: ci abitua a sfruttare l’organo che chi ragiona per slogan da bar ignora di avere 🙂

    Leggo nell’articolo: “il mio scopo è analizzare i fatti”. Concordo. I fatti, dal mio punto di vista, sono questi.

    1. Più di 4.000 persone hanno comperato una vacanza. Traduzione: hanno pagato per un servizio che doveva procurare piacere.
    Che queste 4.000 e più persone abbiano comperato quella vacanza ha permesso a parecchi di pagarsi le bollette e di non dover andare alla Caritas a mangiare. Qualcuno si è tolto anche qualche sfizio aggiuntivo. Quindi l’operazione di vendita di questo servizio era ragionevolmente utile a tante persone.

    2. Tutte hanno avuto invece, in cambio, un’avventura drammatica. Il contrario di ciò che cercavano. Una tra le peggiori esperienze -suppongo – che ti possano capitare in mare: un naufragio notturno. Senza contare le spese aggiuntive (bagagli, valori, documenti). Ma soprattutto qualcosa come 10 famiglie hanno perso la vita morte annegate: come tutti gli inquilini di una casa di 5 piani. Tutti. Annegati.
    Se sminuiamo il disastro potrebbe ripetersi domani: meglio prevenire.
    Sarebbe potuto andare peggio? certo, ma al peggio non c’è limite. Io sono abituato a confrontarmi col meglio, non col peggio.
    Se sciando mi rompo una gamba non festeggerei pensando che avrei potuto rompermi la schiena e rimanere paralizzato tutta la vita: sono incazzato perchè avrei potuto cadere senza fracassarmi così. Sono ottimista per cui inizio subito a capire come posso fare per guarire, ma se penso alla gamba fratturata avrei preferito non rompermela.
    Per cui difendersi dicendo che poteva andare peggio è un modo anti-meritorio di ragionare, è una valutazione del proprio valore (anzichè facendo tutto quello che è nelle mie possibilità) come riflesso di quello degli altri, è un nascondersi dietro agli altri: questo sì che è da codardi. E’ il contrario di quello che farebbe il capo: che dovrebbe dimostrare con l’esempio come ci si comporta, che appena può ci mette la propria faccia, che va avanti verso il proprio obiettivo sicuro che gli altri lo seguiranno perchè lui per primo ci crede.

    3. Schettino è un (marinaio) incapace?
    Diciamo che i fatti dimostrano che Schettino è un marinaio che conosce la teoria operativa e la sa mettere in pratica. Ad esempio sa come evitare la scodata, come influisce il vento sullo scafo, come governare la nave portandola nel punto desiderato senza motori, come sfruttare l’ambiente per evitare guai peggiori dopo l’impatto, cosa fare e dove posizionarlo per non farlo affondare, quando e come mettere in acque le scialuppe, … decisamente un marinaio operativamente (al suo livello) preparato. Anzi, preparatissimo e valente.
    Gli darei la responsabilità di condurre una barca mia? Ovviamente NO, visti i precedenti. Se la Costa Concordia è finita sugli scogli il responsabile principale è lui. Se un’auto va fuori strada la colpa è di chi la sta governando: l’asino va dove lo tira il padrone. Poi ci sono le mosche, il tempo, l’inquinamento, la biada, il ruscello, … tutti elementi che concorrono. Ma è il padrone che decide.
    Se però dovesse rispondere agli ordini di qualcuno di cui mi fidi, allora ad occhi chiusi. Tutta la vita.
    Schettino non doveva essere il comandante supremo della nave, ci voleva uno sopra di lui che avesse chiaro che cos’è il controllo. Qualcuno che sapesse che cosa vuol dire essere capo, cioè essere responsabile di raggiungere uno scopo attraverso l’operato di altre persone. Nello specifico: azione e controllo.
    Un capo deve svolgere due attività: una operativa (dare ordini: dà soddisfazione) ed una di controllo (verificare che tali ordini ottengano il risultato previsto: rompimento di coglioni).
    I fatti dimostrano come Schettino sia un ottimo (esperto, valente, capace, preparato) emanatore di ordini, ma (visto che la nave è finita sugli scogli) un pessimo controllore: non è un capo. Non è adatto a fare il comandante di una nave. Non avrebbe dovuto avere la responsabilità massima della nave: ci voleva – ad esempio – qualcuno sopra di lui che, demandando anche a Schettino il governo operativo della nave (che ha dimostrato di avere sulla punta delle dita), sapesse controllare che tutto stava procedendo come dovuto. Sempre. Senza sgarrare neanche una volta.
    Quando io sono al volante della mia auto so che, se mi distraessi anche solo una volta, quello sarebbe il momento che mi tirerebbero fuori dalle lamiere con le cesoie. Per cui non mi distraggo MAI!
    Ma anche tu fai così: il fatto di avere il GPS del telefono acceso (azione) mentre eri in mezzo alla nebbia nel golfo del Leone non ti ha impedito di verificare (controllo) che, quando il GPS ti diceva che eri all’imboccatura del porto, tu vedessi effettivamente l’imboccatura. Mica ti sei fidato ciecamente: hai controllato.
    La stessa cosa deve fare chi governa qualunque mezzo: auto, camion, bus, aereo, nave. Deve avere sempre, sempre il controllo del mezzo.
    Se la Costa è finita sugli scogli significa che Schettino non aveva il governo del suo mezzo. La Costa non era sotto controllo, ed i fatti lo hanno dimostrato.

    4. Ci sono altre responsabilità per l’accaduto? certo: il timoniere, gli ufficiali, l’armatore, i cantieri, … ma sono tutte responsabilità due gradini inferiori a quelle del Comadante. Che, lo dice il nome, deve comandare, cioè governare. La sua parola è legge, lui è il capo supremo che stabilisce la strategia, dà gli ordini primi, ha tutti gli onori se tutto va bene … ma se ci sono casini la colpa – e non potrebbe essere diverso – è prevalentemente sua, ed il tonfo è fortissimo.
    Ovviamente ci sono dei correi, quindi poi, ma molto poi, si indicano le colpe (di gravità decisamente inferiore alla sua) degli altri.
    La sua è una colpa di responsabilità (la catena di comando inizia da lui), quella dei suoi sottoposti è una colpa di operatività (eseguono gli ordini dati da lui). E lui deve controllare (a sua discrezione) che i suoi ordini siano efficaci.
    Lui ha la responsabilità della nave (obiettivo suo, che non può demandare) e demanda attività operative. Mantenendone però la responsabilità. E si assicura del procedere verso i propri obiettivi attraverso attività di controllo.
    Ed i suoi sottoposti fanno altrettanto: ricevono degli obiettivi (che derivano dagli obiettivi del proprio capo, esempio mantenere una rotta) e demandano attività operative (esempio governare il timone).
    Ma gli obiettivi (responsabilità) dei sottoposti sono all’interno degli obiettivi del relativo capo. Che mantiene interamente. Gli obiettivi che hanno i sottoposti non sostituiscono alcuna parte degli obiettivi del superiore (dal quale li hanno ricevuti).
    In sintesi: altri sono correi del disastro insieme al comandante. Ma questo non toglie alcuna responsabilità a quest’ultimo. Non ne sminuisce alcun aspetto.
    E infatti, se ho capito bene, altri sono stati ritenuti colpevoli: infatti hanno patteggiato (che significa dichiararsi colpevole). Le pene inflitte saranno state commisurate alle responsabilità? non so, questi sono tecnicismi giuridici. Ma altri sono stati ritenuti colpevoli.
    La sostanza è che il capo è responsabile dell’aver mancato alle proprie responsabilità per – faccio un esempio – per 10. Il sottoposto per 3, il sottoposto del sottoposto per 1 e così via. E così mi sembra di leggere sia successo.
    Ci sono dei colpevoli che non sono stati puniti? probabimente sì: la perfezione non è di questo mondo. Ma ciò nulla toglie alle responsabilità di Schettino.

    5. Schettino è un eroe?
    Se a portare la nave sugli scogli fosse stato il suo comandante, e lui poi si fosse prodigato come sembra poi effettivamente avere fatto probabilmente sì. Ma io avrei dei dubbi a definire eroe chi è al comando supremo di un mezzo che si va a schiantare, e che provoca 32 morti. Oltre a rischi (e perdite) mica da ridere ad altre 4.200 persone, uno spiegamento di mezzi ed uomini immenso, qualche centinaia di tonnellate di rottami davanti alla costa, spese pazzesche per il loro recupero … ed il fatto che – vero o no – la marineria italiana esca da questa vicenda macchiata.
    Poi si prodiga per limitare i danni, ma lui è il responsabile principale che li ha provocati. E non si premia chi – dopo avere messo sotto un pedone sulle strisce – lo porta in ospedale: lo si punisce. Evitando di considerare l’omissione di soccorso ma lo si punisce. Nessuna medaglia.

    Nessuna medaglia per chi, a torto od a ragione, ha agito (avrebbe dovuto e potuto agire diversamente) in modo che, alla fine, dire “Schettino” a qualcuno sia considerato un’offesa. E questo,oltre a tutto il resto fin qui rimarcato, non è un aspetto trascurabile.

    Con rispetto per le idee di tutti. Antonio Carbone.

    1. Mai detto che dovessero dargli un premio o una medaglia, infatti concordo con tutto quanto hai scritto, però ben diverso è dire che è un codardo, che non è un buon marinaio, che ha abbandonato la nave e che invece di comandare trombava (è stato chiaramente insinuato) la moldava. Quando una nave si perde è sempre responsabilità del comandante anche se stava al cesso o dormiva.

  2. Coscienza?
    What you mean?
    Quello delle crociere é un grande business che porta denaro in tante tasche. In primis conta questo. Conta essere competitivi, offrire tariffe sempre più basse…

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