La Concordia emerge dalle acque del Giglio

concordia

A noi non sembra che la Concordia sia emersa dalle acque del Giglio, anzi ci sembra più affondata.
Oggi abbiamo assistito con sgomento alla trasmissione “la vita in diretta” dove una giornalista della Stampa di Torino e Catherin Spak parlavano del disastro navale e con orrore abbiamo sentito dire dalla giornalista della Stampa, che per prima è accorsa sul luogo della tragedia (con aereo privato), che cinque miglia equivalgono a cinquecento metri, mentre Catherin Spaak ci illustrava come la nave si fosse adagiata su quegli scogli dove aveva urtato. Il solito mostro era il comandante Schettino che aveva deciso di fare quella rotta, anzi a stare bene a sentire sembrava che Schettino avesse chiesto di fare quella rotta al suo cartografo, tipo: mi raccomando siccome dobbiamo passare a cinque miglia, cioè 500 metri, vedi di portarmi diritto sugli scogli, mi raccomando. A queste due signore che siamo certi salirebbero con i tacchi a spillo sulla barca e vomiterebbero poco prima di uscire dal porto, vorremmo far presente che cinque miglia equivalgono a 9260 metri e cioè a quasi dieci chilometri e non 500 metri.
Come si possa continuare a tollerare che del disastro navale più piccolo della storia della navigazione si continui a parlare in questi termini ci è ignoto.
Come possono, signore azzimate, affermare stronzate galattiche innanzi a milioni di spettatori ci risulta ancora più ignoto.

Non è ignoto invece il povero Schettino, che prima considerato fra i migliori comandanti del mondo dalla Costa Crociere oggi è il mostro in prima pagina.
Abbiamo già scritto chilometri d’inchiostro nel tentativo di spiegare come sono andate realmente le cose, ma la falsità imperversa sardonica e pare che in questo paese ormai alla canna del gas, restino solo più in voga le “teste di cacchio”.
Magari prima o poi qualcuno riuscirà a dimostrare che senza Schettino oggi avremmo a che fare con 4000 morti e che i suoi ufficiali in plancia dovrebbero prima di parlare e rilasciare deposizioni fare un giro di chiglia, facendosi accarezzare dai denti di cane.
Questo è ciò che meritano visto che la nave in quella merda ce l’hanno portata loro e senza il comandante Schettino si sarebbero schiantati a 16 nodi contro gli scogli traducendo il tutto in una immane tragedia. Che poi il responsabile di tutto sia il comandante, è risaputo, ma sarebbe egualmente responsabile se fosse stato in bagno sulla tazza del cesso o addormentato, magari fra le braccia della moldava. Che il comandante sia SEMPRE il responsabile lo sappiamo tutti, ma da li a trasformare un grande marinaio in una figura da operetta ce ne passa di acqua sotto i ponti.
Qualcuno sta cercando di farvi credere che una nave lunga trecento metri e alta 47, del peso di 115.000 tonnellate, va dove decide il comandante?

Cioè se il comndante esce pazzo i suoi ufficiali all’ordine di speronare l’isola del Giglio rispondono “aye aye Sir” e sbattono i tacchi? In merito al ritrovamento dei due cadaveri ci siamo già espressi.

Oggi hanno trovato il primo grazie alle sue scarpe da ginnastica ma serve un esame del DNA perchè potrebbe anche essere il coniglio o il gatto della Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, data la densità di scheletri che si aggira intorno a quella nave. Mancano due corpi, su 4320, trovano dei resti, di chi possono essere? Resta da vedere che cosa succederà quando cominceranno a pompare acqua nei cassoni che hanno affiancato alla nave. Vuota pesava 115.000 tonnellate, quanto peserà piena d’acqua? Il dritto di chiglia reggerà alle sollecitazioni o si spezzerà clamorosamente in due? Da più parti ci arrivano segnalazioni, sulla fine che avrebbe fatto il contenuto della cassaforte dei gioielli. Sembrerebbero notizie da fonti attendibili. Qualcuno ci dirà qualcosa? Oltre alla campana che cosa è sparito dalla Concordià?
Ai posteri l’ardua sentenza

IL CUORE SUL MARE

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Impressionante anche per vecchi marinai come lo scrivente la Festa della Marineria di Spezia che entra dalla porta principale nelle grandi occasioni mondiali del mare.
Nonostante il tempo incerto e molte docce nel corso delle quattro giornate, il pubblico ha riempito le banchine del porto commerciale e della Passeggiata Morin di Spezia; letteralmente attratto dall’occasione più unica che rara di vedere le più belle navi a vela del mondo, fare da contorno al nostro Vespucci, che quanto bellezza, ed eleganza resta a nostro parere imbattuto.
Questa volta però brillare non era così facile perché l’arrivo della Lycamobile Mediterrabean Tall Ship Regatta 2013, ci ha portato 36 superbe regine di bellezza dei mari tutte insieme.
Sermbrava di stare sulle banchine di un porto del 1800, con un intrico di cime, alberi, alberetti, sartie, gomene, gallocce, rinvii, parrocchetti, carbonere, rande fiocchi, velacci e controvelacci.       Una vera gara per i gabbiani che dovevano modificare le loro rotte in quell’intricato labirinto di cime alle quali avevano perso l’abitudine.
Imponente la Mir russa che ospitava la Admiral Makarov State Maritime Academy, St. Petersburg, la tedesca Alexander von Humboldt II, l’olandese Gulden Leeuw una Gaff Schooner costruita nel 1937, la goletta francese Recouvrance tipico vascello da corsa adatto a stringere il vento, il Gaff Schooner a quattro alberi portoghese Santa Maria Manuela e potremmo andare avanti ma vi rimandiamo a http://www.tallshipsraces.com/Vessels/Race_Entry_List_Results.asp
Dove potrete vedere e apprezzare tutte le caratteristiche tecniche e le immagini delle grandi e piccole signore del mare.
Navi che hanno un fascino indiscutibile che riesce ad attrarre anche chi di mare ne sa molto poco o nulla.
Navi che raccontano la storia di una umanità diversa, più silenziosa, abituata a lottare con mari e venti alla pari e a volte anche in condizioni d’inferiorità.
Certo che ci vuole molta fantasia a immaginare che cos’era una battaglia navale all’epoca dei grandi velieri e quanto fosse importante per tutto l’equipaggio avere come comandante un vero marinaio.
Così, ammantate di gloria se ne sono andate da Spezia in una flotta spettacolare guidata dal Vespucci, sfilando nel Golfo dei Poeti e poi fuori diga, oltre la Torre Scola per doppiare il Tino e il Tinetto e ripresentarsi alle scogliere di Porto Venere e alla chiesa “scozzese” di San Pè.
Là dove le attendeva il mare aperto e la libertà, fra voli di gabbiani figli e nipoti del mio Pippo, che volò verso quella stessa libertà e l’amore, dopo tre anni passati a ingrassare di acciughe e triglie offerte con amore dal suo padre adottivo, modestamente io.

il direttore
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I VIAGGI DEL BACAN – TV ON LINE

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E’ nata la prima tv online dedicata ai viaggi in barca a vela e al mondo della vela in generale.
“I viaggi del bacan” è la televisione che ci racconta la vela accessibile a tutti e che si pone come obiettivo quello di sfatare il mito di uno sport per soli ricchi.
I video visibili su questo canale ci parlano di barche sulle quali chiunque potrebbe trovarsi un giorno il timone tra le mani mentre un casco griffato da coppa America è un mito irraggiungibile.
Avvicinare le persone a questo sport è per noi una missione ma anche coinvolgere i già appassionati del settore su tematiche più tecniche o semplicemente convincerli che la vela è uno sport che si può praticare tutto l’anno e non solo d’estate come ormai viene consideato.
Vi mostreremo le bellezze del mediterraneo e gli angoli più suggestivi e nascosti del nostro paese ma parleremo anche di navigazione oceanica perchè il viaggio &egr ave; conoscenza e le distanze sono solo un parametro che esprime la nostra voglia di conoscere; del resto ora che tutti si sono accorti di quanto sia solo una torre d’avorio il mondo dell’alta finanza “i viaggi del bacan” cercherà di convincervi che l’unico vero investimento che si può fare nella vita è sulla qualità della stessa.
Ci trovate sulla piattaforma www.italiaonline.tv. “I VIAGGI DEL BACAN” Direttore Giorgio Vacchetti