FINALMENTE ABBIAMO TROVATO IL ROMA

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Sopra, la corazzata ROMA in una rara immagine, fu affondata il 09 settembre del 1943, il giorno successivo al vergognoso armistizio del nostro piccolo Re.    Era la più bella, moderna ed efficiente corazzata presente nel Mediterraneo in quei giorni.   Dicono che affondò colpita da una bomba radioguidata dei tedeschi, una delle prime e ultime sperimentate, dette “Fritz”. Secondo la versione ufficiale la bomba penetrò a sinistra della torre dei cal.380 n.2 fino in santabarbara; qui si verificò un miracolo: invece di esplodere il tritolo, deflagrò la balistite delle cariche di lancio.   La vampa bruciò all’istante tutto lo Stato Maggiore della Regia Marina Militare presente in plancia.         Anche gli asini sanno che il tritolo esplode per innesco o “simpatia”, non è dunque possibile che una “fritz” da una tonnellata sia arrivata in santabarbara e abbia fatto deflagrare la balistite, la verità non la sapremo mai, è nascosta laggiù negli abissi insieme a oltre 1300 dei nostri ragazzi della Marina.    L’affondamento della ROMA è coperto da un alone di silenzio e di reticenze. Ho indagato per 25 anni su quei fatti e sono infine arrivato alle conclusioni, ma le tengo per me in rispetto di quei morti, in un tragico momento della nostra storia. L’Italia non si è mai ripresa dall’8 settembre del 1943 e ci vorranno almeno 200 anni perché si ritorni a quello che eravamo prima di quei tragici eventi,  ne sono passati solo 73.

28 giugno 2012 12.29 nel golfo dell’Asinara è stata finalmente identificata una parte del relitto della Corazzata Roma, adagiata a circa 1000 metri di profondità ed a circa 16 miglia dalla costa sarda. Le prime ed esclusive immagini del relitto sono state riprese dall’Ingegner Guido Gay titolare della società Gaymarine S.r.l. che da molti anni conduce in zona sperimentazioni innovative di apparecchiature di esplorazione subacquea da lui ideate e costruite. Grazie all’ausilio di un sofisticato robot subacqueo “Pluto Palla”, e ad altri esclusivi strumenti imbarcati a bordo del catamarano Daedalus di proprietà dello stesso ingegnere, il sito dove giace il relitto della Corazzata Roma è stato individuato e visitato.    Il personale della Marina Militare, imbarcato per l’occasione sul Daedalus su invito dell’ingegnere Gay, nostro connazionale, ha verificato la inequivocabile coerenza delle immagini, riprese per la prima volta il giorno 17 giugno2012 e ripetute il 28 giugno 2012, di pezzi di artiglieria contraerea imbarcata sulla corazzata Roma.   Dopo 69 anni dall’affondamento è stato possibile assegnare la corretta posizione a quello che la Marina Militare ritiene uno dei più importanti Sacrari del mare; la Corazzata Roma fu affondata il nove settembre del 1943 da un aereo tedesco e nella tragedia morirono 1352 marinai, insieme al comandante delle forze navali da battaglia della regia Marina, l’ammiraglio di squadra Carlo Bergamini.    Solo 622 furono i sopravvissuti.  La Gaymarine è una società specializzata nella progettazione e produzione di veicoli e apparecchiature subacquee ad alta tecnologia ed in particolare dei veicoli denominati Pluto, che sono stati costruiti in centinaia di unità e sono in uso in Italia anche sui cacciamine della Marina Militare e in numerosi paesi esteri.    I dettagli della scoperta sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta in Sardegna alla Maddalena.

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quello che si vede sopra è un pezzo antiaereo da 90 mm montato su una piattaforma giroscopica, a destra l’inconfondibile lente del sistema ottico scoperchiato, si nota lo sportello abbattuto in avanti.

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ecco i pezzi da 90 mm del ROMA, si notino i supporti basculanti e giroscopici, gli unici dell’epoca, una nostra novità, poiché consentivano di inquadrare un aereo senza subire i movimenti della nave, come da una piattaforma terrestre. Si notino anche gli sportellini per i sistemi ottici abbattuti. Nella foto subacquea l’arma appare in posizione zero (in basso), strano per una nave attaccata dagli aerei.

il direttore

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