TROVATO UN REGGIANE 2000 DAL “REMUS” DEL COMFORDRAG

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nell’immagine la “foto” scattata dal “REMUS” del COMFORDRAG della Marina Militare Italiana. Il Remus è un veicolo che consente di fare una mappatura del fondale utilizzando un sonar molto sofisticato

La Marina Militare negli scorsi giorni ha comunicato che il “Team Remus” di COMFORDRAG (il comando delle forze di dragaggio, ovvero i cacciamine) ha ritrovato nelle acque antistanti Porto Venere e le 5 Terre un vecchio aereo della Seconda Guerra Mondiale. I militari si sono attivati dopo aver ricevuto la segnalazione che sui fondali in località “Le nere”, una zona rocciosa tipica per il colore delle rocce, fosse presente un relitto non identificabile di piccole dimensioni.

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I militari del COMFORDRAG hanno operato con un veicolo tipo “Remus”, cioè un dispositivo in grado di effettuare una mappatura accurata del fondale marino, fornendo immagini nitide che vengono successivamente acquisite ed elaborate una volta tornato in superficie. Lo stesso tipo di veicolo utilizzato recentemente per mappare il fondale in cui è affondato cento anni fa il Titanic. Il team dei palombari di COMFORDRAG, dopo il posizionamento dei transponder, ha così potuto raccogliere tutti dati e le immagini che confermerebbero il ritrovamento del velivolo.

panoramica del posto di pilotaggio del Reggiane 2000 speciale (era imbarcato sulle nostre corazzate)

Infatti il primo contatto acquisito era effettivamente un piccolo relitto e che, da una prima analisi, si tratterebbe di un aereo Reggiane Re.2002. Per la precisione quello ritrovato davanti le “nere” dovrebbe essere un Reggiane Re.2000 nella versione GA, o meglio nella versione “ Re.2000 Catapultabile”, per l’impiego come aereo catapultabile imbarcato sulle ammiraglie della Regia Marina. Le prima prove vennero effettuate sulla nave appoggio idrovolanti Giuseppe Miraglia, pilota Giulio Reiner, ed alcuni di questi velivoli vennero imbarcati sulla Roma, Vittorio Veneto e Littorio. Il Re.2000 Catapultabile (soprannominato Ochetta) era una variante del GA (grande autonomia) destinata all’impiego su catapulta sulle ammiraglie della Regia Marina. Mi pare ne fecero solo 8 esemplari, infatti in genere sulle grandi navi da battaglia venivano impiegati idrovolanti, per poi permetterne il recupero. Cosa che con questi Re.2000 non era possibile. Però la Regia Marina, vista la disponibilità di basi nel mediterraneo tra il nord Africa ed il sud Italia, giudicava più semplice far atterrare gli idrovolanti lanciati nelle basi costiere, da dove sarebbero stati recuperati durante le normali operazioni di rifornimento. Questo piuttosto che effettuare la lunga operazione di atterraggio in mare e recupero con gru che non era certo semplice in condizioni meteo difficili o in attività operativa. Proprio per questo motivo in molti casi vennero impiegati aerei terrestri in una configurazione navalizzata.

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Alla data dell’armistizio esistevano solo 6 Reggiane Re.2000 Catapultabile, di cui solo 4 erano imbarcati. di questi mezzi in Italia ne esiste uno solo e non del tipo imbarcato. Se quello ritrovato è veramente un Re.2000 Catapultabile sarebbe un tesoro che andrebbe recuperato.
Le foto allegate sono quelle pubblicate ufficialmente dal sito della Marina Militare, mentre la foto storica è relativa ad un decollo da una corazzata della Regia Marina.
Di questo e di altri relitti ne abbiamo parlato durante la manifestazione “La città dei palombari” che si è tenuta il 25,26 e 27 maggio 2012 alle Grazie (PortoVenere SP).
Testo di Vignali

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sopra il relitto del Reggiane 2000 recuperato dalle acque dalla MMI

il direttore

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