IL TESORO DI PANTELLERIA

alcune delle 1600 monete sardo-puniche o siculo-puniche rinvenute a Pantelleria grazie all’esploratore del Consorzio Pantelleria Ricerche Francesco Spaggiari, che le ha rinvenute sotto la sabbia ad una profondità di c.ca 14 metri. r>
Durante un’immersione a Pantelleria in pochi metri d’acqua Francesco Spaggiari, un ricercatore del Consorzio Pantelleria Ricerche, ha notato un oggetto di colore verde intenso, il suo occhio allenato gli ha fatto nascere il sospetto che si trattasse di qualcosa d’antico, come una moneta.
in effetti era una delle oltre 1600 monete in bronzo del terzo secolo a.C che da oltre duemila anni attendevano di essere ritrovate. Nella zona Francesco aveva già notato molte ancore in piombo a profondità superiore. È quindi probabile che nelle vicinanze delle monete ci sia anche un relitto, data la presenza di anfore puniche. Le monete erano contenute in recipienti che si sono deteriorati e di cui non resta traccia e vengono trovate a mucchietti. L’idea è che ce ne siano molte di più sotto la sabbia ed i lavori stanno proseguendo. Il valore pecuniario di quanto ritrovato fino ad oggi supera i 250.000 euro ed è destinato a crescere, se fossero d’oro avrebbero un valore inimmaginabile. (continua, clicca su leggi tutto)

nell’immagine si vede molto bene la testa impressa sulla moneta. Si pensa che siano state coniate o in Sardegna oppure in Sicilia e sicuramente dovevano appartenere ad una spedizione per pagare i militari cartaginesi
Migliaia d’immersioni sono state fatte nella zona in cui sono state rinvenute le monete puniche e che ora sono oggetto di studio anche del dipartimento di Storia dell’Università di Sassari sotto l’egida del prof. Pier Giorgio Spanu, senza che nessuno si accorgesse di star pinneggiando sopra un vero e proprio tesoro archeologico. Questo fa comprendere quanto ci sia ancora da scoprire sott’acqua.
Certo occorre molta attenzione, una precisione che manca alla subacquea moderna, che sorvola scogliere e quant’altro più attenta al monitor del computer che non all’osservazione delle meraviglie, anche minuscole della vita sottomarina. Eppure, una piccola gobba, può nascondere un giacimento di anfore, e migliaia di tesori, anche d’inestimabile valore, giacciono da millenni sotto la sabbia in attesa che qualcuno li scopra.
Un cercatore di tesori di nostra conoscenza ha affermato che secondo le sue ricerche oltre duemila tesori in oro, pietre preziose e manufatti, sono ancora la sotto in attesa di uno scopritore. Oggi a Pantelleria possiamo dire che ce n’è uno di meno da scoprire.
Trovare un tesoro crediamo che sia il sogno di ogni subacqueo, almeno una volta era così.
Naturalmente sappiamo molto di più, sappiamo in quale località si celano ancora le monete, il tesoro ed il probabile relitto, ed abbiamo molte altre immagini da farvi vedere. Si ringrazia Leonardo Abelli per la gentile collaborazione alla realizzazione di questo articolo.
il direttore
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CENTRO SUPPORTO SPERIMENTAZIONE NAVALE DELLA MMI

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nella foto il logo del Centro Supporto e Sperimentazione Navale della Marina Militare Italiana. La redazione di www.edicolamarescoop.com, questa mattina era ospite di questo esclusivissimo luogo di sperimentazione

Carti lettori, come vi avevo già anticipato M.A.R.E. e ovviamente la redazione di www.marescoop.com ha la possibnilità di visitare per voi dei centri di eccellenza che molto difficilmente aprono le loro porte, se non esiste un rapporto di fiducia reciproca che si conquista solo operando con serietà sul campo. Il CSSN è un centro che affronta centinaia di argomenti che vanno dalla missilistica, ai cetacei marini, che collabora con le università ed è inserito nel contesto europeo, con un continuo scambio di dati. Il CSSN si occupa fra le altre cose della propagazione dei suoni subacquei e di un intenso programma volto a stabilire il livello di coinvolgimento dei mammiferi marini, nel costesto dell’utilizzo dei vari sonar attivi delle navi.

l’immagine del rilevamento del suono emesso da un mammifero marino rilevata dai ricercatori del Centro Interdisciplinare di Bioacustica e Ricerche Ambientali CIBRA dell’UNiversità degli studi di Pavia, che lavora in stretto contatto con il CSSN

sul numero 23 di M.A.R.E. che uscirà ad agosto, troverà spazio un avvincente articolo che permetterà a tutti di conoscere da vicino le attività di questo altro centro segreto della Marina Militare, che non lavora solo sullo sviluppo di armi sempre più perfezionate, ma anche su progetti d’interesse generale come quello dei mammiferi marini “Protection of marine mmammals” e su tantissimi altri progetti in parte segreti in parte pubblicabili.

nell’immagine il sottomarino Todaro classe (Todaro) derivato dal progetto tedesco U212/A realizzato a la Spezia da Fincantieri, insieme al gemello Sciré, durante una pausa dei lavori di segnatura acustica svolti da personale del CSSN in collaborazione con il suo equipaggio

Questa nuova classe di sottomarini ha una segnatura pari a zero, messi a confronto con la US Navy hanno dato dei risultati eclatanti, dal momento che non sono mai stati rilevati dalle unità di superficie. Alimentati da un motore a celle di idrogeno ad impatto ecologico zero, hanno una autonomia di diverse settimane in immersione, e surclassano di fatto la propulsione nucleare che al confronto diventa una scienza obsoleta. I vari centri del CSSN sparsi sul territorio si occupano di rilevare, migliorare e risolvere impronte termiche, magnetiche ed acustiche di tutte le nostre unità, portandoci ad altissimi livelli di specializzazione.
Il CSSN inoltre è molto avanti nello studio della propagazione del suono sottomarino, con dei programmi avanzatissimi che consentono alle nostre unità di valutare attentamente tutti i parametri, finalizzati alla scoperta di qualunque oggetto sottomarino. L’argomento è enorme e ritengo di grandissimo interesse,  grazie alle conoscenze della sua redazione di edicolamarescoop ed alla sua esperienza, vi porta la dove nessuno è mai entrato e vi porterà sempre più nei segreti della ricerca e della tecnologia. Più questi enti prendono coscienza della nostra realtà e capacità di comprendere l’importanza di certi progetti, più ci aprono le porte fin dove è possibile. Fin dove vi porterà solo “edicolamarescoop” nei prossimi anni.

nell’immagine un test di esplosione. Si tratta di valutare il comportamento delle strutture e della meccanica di una nave colpita da un ordigno. La ricerca in questo campo al CSSN è molto avanzata e consente alle nostre navi militari di incassare dei colpi senza subire troppi danni. Un precursore di questa tecnologia era stato l’ammiraglio Bergamini, in fase di progettazione delle corazzate classe Littorio, che furono in grado di assorbire diversi colpi di siluri nella linea di galleggiamento

Ne vedremo delle belle!
Il direttore

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