LA SINDROME DI STOCCOLMA

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I due reb fotografati, rispettivamente “Inspiration ed Evolution” sono stati casualmente fotografati, ma stanno a rappresentare tutta la categoria dei reb. Per nessuna ragione si vuole criminalizzare quei rebreather in particolare. Anche se hanno già assommato numerosi incidenti mortali, nessuno è in grado di affermare niente al 100%. Viviamo di supposizioni, e credo non avremo mai la certezza assoluta ne la prova insindacabile. Per questo si continuerà a morire di rebreather

Da circa sei anni siamo impegnati in una impari battaglia, da un lato lo strapotere del denaro e della massificazione pubblicitaria, garantita da una stampa di settore perlomeno succube se non compiacente, nonché da siti e forum della stessa pasta; dall’altra la guerriglia di www.marescoop.com  e ora www.edicolamarescoop.com, che con pochissimi mezzi tenta di contrastare in qualche modo il dilagare dei rebreather (guerriglia perché non abbiamo i mezzi per soverchiare il nemico e quindi adottiamo la tattica del mordi e fuggi).    Si assiste ad uno spettacolo grottesco: dall’estero ci giungono addirittura testimonianze di venditori che intervistati ammettono candidamente: «i rebreather? S,ì ne vendiamo parecchi, anche sapendo che mediamente uno ogni dieci è destinato ad uccidere un subacqueo».    Ma la cosa diventa ancora più grottesca quando lo uccide veramente e sia i fornitori sia i parenti della vittima, insieme agli amici tutti, si stringono intorno al morto, chiedendo: rispetto, omertà, silenzio.     Quasi fosse morto di una malattia di quelle che non si possono pronunciare.
In effetti, possiamo affermare che ogni morto da rebreather, è morto inutilmente e da cretino.
Questo non significa che in vita quel subacqueo fosse un cretino, anzi, come abbiamo detto più volte sono i migliori che muoiono. Morire da cretini, significa passeggiare sull’orlo dell’abisso, nonostante da più parti arrivino segnali di pericolo, e camminare, e camminare, fino a quando il costone improvvisamente cede e si viene risucchiati nel vuoto.
TUTTI e sottolineo TUTTI gli utilizzatori morti, sapevano che stavano correndo dei rischi, ciò nonostante hanno investito parecchi soldi nell’impresa e poi effettivamente sono morti.    Essendo un reb CCR e ECCR assolutamente imprevedibile, non c’è alcun modo di sapere quando e come ti tradirà, ma se ne usi uno, stai pur certo che prima o poi ti ucciderà è solo questione di tempo.   Rimedi non ne esistono a livello ricreativo, solo dei tentativi di tamponare le falle, ma quali, e quante?    Inizialmente pensavamo che il punto nodale fosse la calce sodata, oggi sappiamo che è solo uno dei tanti modi per morire di rebreather e, pur essendo micidiale, non è l’unico e “forse” nemmeno il più importante. L’esperienza e il contatto con il mondo attraverso la rete, ci ha messi in condizione di avere le idee molto più chiare ed ecco che iniziano sempre più a emergere fatti, che esaminati con la lente d’ingrandimento, portano in luce lacune spaventose e a una unica conclusione:  indossa un reb e sei già per metà dentro la bara, usalo assiduamente in alta, media e bassa profondità e nella bara ci andrai per intero.
Purtroppo, il grottesco continua anche “post mortem”
Infatti, il tuo cadavere finisce su un tavolo d’obitorio dove nella migliore delle ipotesi diagnosticheranno una morte per annegamento. Tutto si concluderà con un “inspiegabile” malore improvviso.
Il tuo rebreather invece, svuotato dall’acqua che l’ha allagato che cosa potrà mai dire agli inquirenti? Nulla: il filtro è danneggiato dall’acqua, le guarnizioni sono tutte al loro posto, in sostanza il verdetto sarà: «nel momento dell’incidente la macchina funzionava perfettamente». Infatti, la macchina non è morta e, lavata, asciugata e ripristinata, è nuovamente pronta per uccidere un altro sub.             E’ il sub che è morto, e non tornerà più, la macchina sopravvive.
Leggendo il nostro forum dove continuano ad arrivare testimonianze secondo le quali anche le principali aziende costruttrici di cellule per leggere la pPO2 non forniscono più le aziende di rebreather, abbiamo un’idea di quanto e come sia già grave la situazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

tubi corrugati, il reb ti fa sentire uno che sta camminando in cima all’Everest, tutti ti guardano e per poche ore… sei qualcuno!

Poche gocce ancora (morti), e intorno ai reb si farà il vuoto e non appena comincerà ad esserci puzza di rimborso dei parenti delle vittime il vuoto diventerà pneumatico.
Le aziende produttrici dei componenti tirano i remi in barca, e questo la dice lunga sul futuro.
Non credo però che finirà lì, non credo che i parenti di centinaia di morti si accontenteranno della chiusura di queste aziende. Io se fossi il figlio di uno dei morti andrei avanti con dei legali! Vorrei vederli in galera, dietro le sbarre a pagare ciò che hanno fatto deliberatamente e senza la minima coscienza, nonostante ci fossero giornali come questo che da oltre un decennio ripetono gli allarmi nei confronti dei reb e si beccano gli insulti.
Anche sugli altri siti e sulla stampa di settore compiacente ci sarebbe da dire e fare molto: infatti, potrebbero incappare nei reati di: omissione, omertà, complicità, falso ideologico e, associazione per delinquere, nel momento in cui viene dimostrato che tutti gli attori del processo traevano benefici economici da quanto sopra enunciato.
Quindi signori miei il cerchio si stringe, alcuni legali rappresentanti le famiglie di alcune delle vittime hanno già preso contatto con noi dietro le quinte e potete star certi che li informeremo al 100% su tutto l’ambaradan.
In pratica stiamo per giungere, con un ritardo di almeno 5 anni e oltre 200 morti, allo scontro finale
Chiediamo pertanto a chi si sente il peso di centinaia di morti sulla coscienza di diventare un “collaboratore di giustizia” e di defilarsi da quella categoria, aprendo il sacco, senza omettere alcunché: nomi, cognomi, fatti eccetera… Otterrà certamente una condanna più mite, ma potrà finalmente rimettersi a dormire il sonno dei giusti.
Costruire e commercializzare apparecchiature che si sa molto bene: uccidono, è un reato assai grave, praticare corsi per l’insegnamento dell’uso di apparecchiature che si sa molto bene: uccidono, è un reato assai grave. Resta da analizzare la ragione per la quale padri di famiglia vanno al macello come pecore, e quale sia la forza d’attrazione di queste “sirene”.
Ebbene, nel XXI secolo l’uomo dell’Europa Unita ha davanti a se dei seri problemi psicologici; riportiamolo allora al livello di quella bestia che è.

Il denaro che consente il possesso delle femmine migliori è ormai nelle mani di pochi, leggi e altro, rendono impossibile senza un notevole spargimento di sangue il recupero di quanto dovrebbe essere garantito ad ogni uomo.   Il futuro di ognuno di questi signori/e è quello di lavorare, pagare il mutuo, pagare le rate del SUV, pagare i libri dei figli e i loro pantaloni griffati e lavorare sei giorni su sette, perché anche il sabato fascista sta andando a farsi fottere.  Che cosa resta? In che modo ci avviamo verso il futuro? Guy de Maupassant aveva già individuato i problemi dell’alienazione ed oggi siamo giunti all’apice.
L’indossare un reb, la sua complessità, i corrugati che ti fanno sembrare un marziano, ti danno per poche ore la possibilità di essere diverso, di camminare sulla cima dell’Everest.
Sai che potresti morire, ma lo fai egualmente e ogni volta l’adrenalina aumenta, e se alla fine senti che muori tenti di fare qualcosa ma sai già che è finita.
Lasci la famiglia, i figli, si.
Ma lasci anche i debiti, i mutui da pagare, l’ufficio, quella società di merda che non sopportavi più, l’orario di lavoro, il cartellino, il capo ufficio, la suocera, le domeniche dai miei… Ecco noi crediamo che ci sia una percentuale di complicità anche nelle vittime.

Un consiglio è: fatevi un’amante bella e giovane, costa meno di un reb e il più delle volte non vi uccide.
Il direttore

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