L’ERRORE DI WALTER

Schermata 2016-03-13 alle 12.06.44

ci hanno chiesto di togliere la foto del ragazzo che è morto a loro ricordiamo quanto evidenziato nel rettangolo QUI SOPRA

L’errore di Walter che conoscevamo, è stato quello di credere che competenza, attenzione, capacità, manutenzione accorta ed esperienza fossero sufficienti ad ottenebrare la “belva”, il rebreather a curcuito chiuso, che si sta portando via i migliori subacquei del mondo.

Ma non è tutto lì, facce tristi, disperazione nel cuore, vite spezzate dal dolore, una bambina di sei anni senza padre, una donna che probabilmente non sarà mai più la stessa, non bastano a chiudere la tragedia, c’è di più. Ci sono le oggettive responsabilità che pare arrivino fino alla massima autorità in campo archeologico del Veneto. Infatti sembrerebbe che in cambio dell’autorizzazione a scendere, dalla Sovraintendenza archeologica del Veneto fosse stata richiesta una sorta di contropartita in foto e documentari, che come dimostrano le immagini pubblicate su www.lariosub.com, si sotto copiright di Fabio Moneta ma pubblicate su “immagini riprodotte su concessione del Ministero per i beni e le attività culturali – Autorizzazione protocollo VR 1733 del 30 ottobre 2009”
Ora, come sempre le cause per le quali Walter ci ha lasciati, non le sapremo; questo perché se c’è un incidente che si è dimostrato ambiguo e che si presta a tutte le considerazioni è quello di un subacqueo che muore a 90 metri con un rebreather a circuito chiuso.
Infatti, come da noi più volte pubblicato su questo giornale e discusso sul forum si tratta di un quasi suicidio, una immersione sconsigliata da tutti: Medicina Iperbarica, Industria Off/Shore, Marina Militare, da noi e infine anche dal buon senso; ma stante la presenza di una autorità nazionale come la Sovrintendenza dell’Archeologia del Veneto, tutto lo scenario cambia. Infatti, Giovanni 37 anni (che ha tentato di strappare alla morte Walter), salvo ritrattazioni o smentite dell’utlima ora ha affermato che la Sovrintendenza ha chiesto in cambio dell’autorizzazione all’immersione un servizio fotografico, per poi, come ha fatto nel 2009 metterlo sotto l’egida dellla stessa.
Ecco, tutto lo scenario cambia e c’è materia per avvocati.
Infatti, ci si domanda: ma il baratto di una autorizzazione con un servizio fotografico, come si configura innanzi alla legge del lavoro? Con quale coscienza una istituzione rilascia autorizzazioni a scendere a cento metri a un gruppo di “dilettanti” facendoli però diventare dei professionisti quando chiede loro una merce di scambio?
Com’è possibile che dei sommozzatori esperti che scendono per espressa autorizzazione della Sovrintendenza archeologia del Veneto, non siano supportati da: carabinieri, vigili del fuoco, eliambulanze, 118, campane aperte, ots, impianti di saturazione?
E se data la profondità è stato addirittura necessario far venire un robot da Milano, perchè l’autorizzazione non è stata negata?
Perché se la Sovrintendenza all’archeologia del Veneto ha bisogno di foto/contro autorizzazioni e non le richiede ad una azienda di lavoro off/shore, attrezzata per la saturazione alto fondale?
Come mai nel recupero di parte dell’oro del “Polluce” all’isola d’Elba” – 103 metri è stata utilizzata la “Marine Consulting”, lavorando in saturazione e con incidenti eguali a ZERO e qui no?
Per avere risposte a tutte queste domande ci vorrà del tempo, ma qui è certo che la massima attenzione dei media si sposta dall’ormai quasi certezza che il rebreather non sa fare altro che uccidere i migliori subacquei del mondo, fatto che non è nemmeno più una notizia e sta diventando una consuetudine; all’intricata vicenda giudiziale di un ente dello Stato che baratta le autorizzazioni saltando a pie pari tutte le regole del lavoro, della deontologia del lavoro subacqueo e della deontologia del lavoro degli enti statali, che fino a prova contraria vivono dei soldi dei cittadini e proprio ad essi devono erendere conto del loro operato.
Il risultato di quelle che per ora chiamiamo “leggerezze” è un morto, una bambina di sei anni senza padre, una donna distrutta, due famiglie distrutte dal dolore.
Innanzi a questo non staremo con le mani in mano, non chineremo la testa, non ci disferemo in condoglianze inutili, non ci faremo alfieri del “rispetto” del morto dietro il quale si celano le oggettive responsabilità di chi l’ha accompagnato verso la sua prematura fine.
il direttore

Se apprezzate il mio lavoro potete aiutarmi a vivere con una piccola donazione, anche un solo euro farà la differenza

 

 

GLI IDEALI NON MUOIONO

 

Schermata 2016-03-13 alle 13.08.58

Sopra lo scrivente con in testa il casco dei carristi italiani in spagna, denominati i “Leoni di Spagna”, combatterono per salvare l’Europa dallo stalinismo (50 milioni di morti dimenticati in URSS)

Dieci anni fa parlare di guerra di Spagna in Italia e non osannare le truppe rivoluzionarie che tentavano di trasformare quella nazione in una seconda URSS, un vero e proprio olocausto stalinista, valeva la scomunica dai salotti bene dei nostri multimiliardari di sinistra. Oggi coloro che combatterono nelle legioni volontari, cominciano ad essere considerati degli eroi (quello che sono stati) che si sono immolati per salvare la libertà di una Europa a rischio grave. Fra dieci anni avremo delle piazze intestate a quegli eroi e monumenti di Benito Mussolini, nuovamente riconosciuto fra i più grandi statisti che abbiano calpestato il suolo del pianeta. Ma non è mio compito fare il veggente, però potete stare sicuri che Hitler, Stalin, Polpot e tutti gli altri mostri generalmente morti di vecchiaia nei loro letti, continueranno invece ad essere dannati negli inferi, poiché quello è il loro unico sito. Ciò che mi distingue dai miei colleghi è sicuramente il coraggio di essere impopolare, proprio nel momento in cui dovrei invece cercare l’accordo con le masse. Ma come il mitico Pansa, io so per certo che “i vinti non dimenticano”. Così come so per certo che quella vecchina che mise un mazzo di rose secche sul sarcofago di JV Borghese, a Santa Maria del Gesù, dopo un funerale di popolo che avrebbe dovuto invece essere a fusto di cannone, e lasciò quel mazzo di rose in memoria di suo figlio, uno dei tanto marò della Xa trucidati dagli stalinisti; so per certo che quella vecchina sia il simbolo immortale di una Italia mai morta e che un giorno quella rosa sarà al posto della corona dei Savoia, in mezzo al rosso e al verde. E’ difficile capire e/o interpretare il futuro e per farlo occorre affondare prima nella storia.
Venendo a noi, cinque anni fa un signore che ricordo con simpatia e che l’ultima volta che l’ho “visto” stava scappando inseguito da quattro carabinieri, disse che ero un vecchio mitomane finito, che con i 200 iscritti che avevo a marescoop, facevo pena oltre che pietà. Tutto questo lo disse alla mia compagna di allora che sorrise compiaciuta e che dopo due anni s’involava con il classico amico di famiglia verso nuovi splendidi e rosei lidi, ben diversi dalla faticosa corvé a bordo di “Fuga”. Un amico di famiglia che nella sua fretta di far soldi s’era dimenticato di leggere il motto dei messicani, che dice che la donna del tuo amico devi vederla solo come una sorella, sennò sei il peggiore verme che popola la terra. Ti basterà infatti aspettare ed insinuarti come tale nel primo momento di crisi, nella prima spaccatura; avrai successo riuscendo a bacare un’altra mela. Interessante però notare che quella mela bacata è venuta ad offrirsi come collaboratrice di MARE, ma non l’ha fatto affrontandomi direttamente quanto direttore editoriale di Sagitta srl; bensì strisciando sinuosamente innanzi agli editori, che l’hanno allontanata gentilmente e con il tacco della scarpa. La risposta è stata “no, grazie, siamo al completo”.
Ebbene, tornando all’amico che ci dava per morti cinque anni fa, se è ancora vivo, gli faccio notare che adesso facciamo “pena” con 3000 iscritti e che presto sentiranno il rumore dei nostri cingoli anche al salone della subacquea di Bologna, dove ritorneremo da vincitori. Vedo intorno ai nostri carri armati molto movimento, c’è già chi si agita costruendo barricate laddove può, ma sono steccati deboli che noi aggireremo secondo la migliore tradizione della guerra lampo.

ecco la rosa della vecchina nel tricolore, sarebbe o no una bella bandiera?   La propongo come nuova bandiera della riunificazione nazionale.   Un segno definitivo per uscire dai postumi della guerra civile.  Vorrei sapere voi che cosa ne pensate e poi la invierò al presidente della repubblica, al presidente del consiglio, al presidente del senato ed al presidente della camera, proposta: il tricolore della riunificazione. Propongo anche il cambiamento integrale delle parole dell’inno di Mameli che con tutte ste parole di morte è lontano dagli italiani come il monte Everest dal Monviso.  Proviamo a scrivere delle nuove parole dell’inno, più consone al XXI secolo, che ne dite? E magari cambiamo anche il motivo musicale che fa… no comment
Nel prossimo salone della subacquea, riporteremo l’orologio al 2001 (quando piansi di gioia) nel mio piccolo ufficio, vedendo le standiste soverchiate dalla folla. Tutti quelli giusti che c’erano allora ci sono ancora e sono intorno a me, a loro si è aggiunta una banda di fratelli che come le aquile urlanti della 111, compagnia Ciarly, e/o come gli ottocento inglesi influenzati, che ad Azincourt  sbaragliarono i francesi, che sanno stare alle avanguardie, anzi conoscono il piacere e l’onore di combattere in prima fila.
Mare è più bella che mai, forgiata dall’amore e dalla competenza, guardatelo con attenzione quel numero 20, poiché è solo la prima avvisaglia di quello che ci porterà il futuro. Un bacio ed un abbraccio a tutti coloro che ci hanno voluto bene, a quegli ex abbonati che vedendoci rinascere si sono precipitati a sottoscrivere per due anni, a tutti coloro che sanno camminare a testa alta sulla strada della verità anche storica, accettando il buono ed il meno buono che la stessa ci propone. Un bacio ed un abbraccio a tutti coloro che sognavano il ritorno di MARE.
Il direttore

Se apprezzate il mio lavoro potete aiutarmi a vivere con una piccola donazione, anche un solo euro farà la differenza

«BOLLICINE» SALVATA DA EDICOLAMARESCOOP.COM

 

nella fotografia tratta da www.ecologia.com, l’immagine di un cambiamento epocale in atto. Un altro cambiamento epocale per la subacquea sportiva potrebbe essere determinato da quello che leggerete in questo articolo

 

 

Dopo tre anni di silenzio, arriva il primo risultato positivo di quella che fu una nostra idea, diciamo alla von Braun. Infatti noi non abbiamo scoperto né la vitamine B6 né l’Arginina, così come von Braun non aveva scoperto il razzo, immaginò semplicemente che ci avrebbe portati sulla luna; noi abbiamo semplicemente associato l’uso di quelle due sostanze alla cura delle MDD, prendendo spunto dagli esperimenti di Vann (1980) e di Brubakk (2006 – 2007), ed immaginando che fosse possibile fare una ricerca in anticipo sui risultati che arriveranno magari fra un anno o due, per poi essere ufficializzati e consegnati all’umanità tutta.

Ecco qui di seguito lo scambio epistolare intercorso fra lo scrivente ed una guida subacquea del Mar Rosso, che come nikname usa “bollicine”:
(bollicine) 1 – 10 – 2010
il medico della locale camera iperbarica qui in Egitto ci bombarda di iniezioni e poi pastiglie di TRI B un complesso di B1 B6 B12 per il problema dei tremori che abbiamo dopo un periodo prolungato di lavoro,io ho colleghi che si fanno 3 immersioni ricreative piu’ 2 o 3 introductory dive o battesimi del mare al giorno,o se si va al relitto del Thistlegorm tuffo a cimare 2 immersioni con i clienti, tuffo a         s-cimare piu’ terza immersione a ras mohamed al ritorno,magari disidratati o reduci da baldorie alcoliche il tremore e’ uno dei primi disturbi che abbiamo e la vitamina B6 e’ usata per la sua azione rimielinizzante,cosi’ mi e’ stata spiegata,se ora in associazione con l’arginina dovesse in qualche modo darci un’ulteriore mano sarebbe una panacea, non e’ che maschererebbe sintomi di PDD piu’ gravi o ci autorizzerebbe a fare tuffi machisti, ma date le condizioni di “lavoro” per cui se si va in camera siamo tagliati fuori per tre mesi sarebbe un bell’aiuto.saluti
(direttore) 2 -10 – 2010
le vitamine del gruppo B ed in particolare la B12, sono fortemente indicate per disinfiammare i condotti (guaine) dei nervi, che potrebbero essere la causa dei vostri tremori, ma il problema non sta lì.   Quella che tu stai denunciando è una malattia professionale che dovrebbe essere presa in seria considerazione dai medici iperbarici, altro che iniezioni…
Purtroppo nessuno spende una lira per voi, a parte i pochi centesimi che io investo in questo dibattito. Dunque, vogliamo prendere in seria considerazione questa problematica?
Se i vari computer e le varie tabelle fossero validi, voi non dovreste avere problemi, invece problemi ne avete e molti, solo che a parte noi non gliene frega un cacchio a nessuno. Voi fate parte di una manovalanza fuori dagli schemi. Non siete OTS, non siete utili per gli idrocarburi, siete solo utili per le agenzie di viaggio che si arrangiano come possono. Siete in parole povere “carne da macello”.
Qui cercheremo di darvi una mano, ma non facciamoci illusioni. Siamo soli,
soli…
(bollicine) 4 – 10 2010
eccomi qua,ieri 2 immersioni in eanx massima 18-16 alla sera ricomincia il prurito e di notte mi sono svegliata con un giramento di testa,e non e’ mal di terra perche’ se vado solo in barca per fare la guida snorkeling alla sera non ho un bel niente, stamattina ho preso 1 pastiglia di Benadon da 300mg, il bugiardino avverte che dosaggi elevati per periodi prolungati possono determinare in rari casi una neuropatia sensitiva periferica reversibile alla sospensione del farmaco, mi limito alla dose consigliata piu’ 500 mg di amino arginina 500,dose giornaliera consigliata, 1 ora prima di immergermi, 2 immersioni in eanx 30-20 metri, ebbene sono qui con solo 2 episodi di prurito limitatissimi e la testa piu’ leggera,domani proseguo con le stesse dosi, Dir sei un grande!!!

(direttore) 4 -10 -2010
raddoppia la dose 30 minuti prima dell’immersione e fammi sapere

(bollicine) 6 – 10 – 2010
fatto ma gia’ dopo la 1 immersione le braccia prudevano, poi dopo la seconda il prurito si e’ calmato ma alla sera e di notte e’ tornato anche se inferiore, la cosa importante e’ che tutte le manifestazioni neurologiche che andavano dalla testa pesante al giramento di testa, ai fremiti muscolari al viso, agli sbandamenti sono spariti, oggi continuo grazie

(bollicine) 7 – 10 -2010
perfetto, io sono a posto,tornata pulita come vent’anni fa,nessun disturbo,stanchezza normale,testa libera,udito perfetto,riesco anche a fare calcoli a mente dopo le immersioni, prurito sparito, la dose che sto prendendo : 2 pastiglie di Benadon da 300 mg e 2 capsule di Amino Arginina da 500 mg 30 minuti prima dell’immersione, 2 immersioni al giorno in eanx 32 da 1 ora ciascuna con intervallo di 1ora e 30. non so come ringraziarti DIR, mi sono sentita dire di essere troppo minuta per sopportare questo lavoro, che era ora di appendere gli erogatori al chiodo ed altre amenita’…ti sono estremamente grata ed e’ tutto vero, Cesare e’ stato qui da me e gliel’ho fatto a fette con le mie storie cosi’ come Dino di Mondo Fondo che e’ qui questa settimana e mi ha portato le medicine. Grazie e se hai bisogno di qualsiasi cosa contattami, postero’ ogni tanto sull’evolversi della storia,saluti

(direttore)
E’ estremamente importante che tu ci tenga informati. Quello che mi hai scritto lo giro direttamente a Faralli, poi vediamo.
Sapevo che eravamo alle porte di un cambiamento epocale e forse… ci siamo.
ciao
infinite grazie

Orbene, ognuno è libero di trarre le conclusioni che vuole.                  Noi non siamo né medici né infermieri e non ci assumiamo alcuna responsabilità sull’eventuale impiego da parte vostra di B6 e Arginina.
Una sola cosa per il momento è certa, anzi due:
– abbiamo una dose: 600 mgr di Benadon (due pastiglie da 300), 1000 mgr di Amino Arginina = (due patsiglie da 500) ingurgitate 30 minuti prima dell’immersione.
– abbiamo una guarigione quasi miracolosa…
In ultimo, prima di pubblicare, abbiamo verificato: “bollicine” esiste veramente e le e-mail sono effettivamente partite dal Mar Rosso.
Orbene io vi dico che cosa farei io:
se non avessi alcuno dei problemi indicati da “bollicine”, mi guarderei dal prendere B6 e arginina, ma se al termine delle mie immersioni soffrissi di pruriti e chiazze color vino, seguiti poi da un senso di sfinimento, depressione e inappetenza, proverei a fare come “bollicine” e poi comunicherei a www.edicolamarescoop.com il risultato.
Mettiamo insieme tanti risultati e metteremo anche le ali ai piedi alla ricerca.
Siamo innanzi ad un cambiamento epocale?
Non preoccupiamoci di questo, basterà esserci quando accadrà ed avremo tutte le risposte
il direttore

Se apprezzate il mio lavoro potete aiutarmi a vivere con una piccola donazione, anche un solo euro farà la differenza

 

PIPPO AMA I RIGATONI ALLA BOLOGNESE

Schermata 2016-03-13 alle 23.26.59

stanotte ha piovuto, niente acciughe, nemmeno nel freezer… beh però ci sono i rigatoni alla bolognese! Socmel ben in ponta! Ci sarebbe anche un bicchierino di Lambrusco? Ma di quel bel nero, non scherziamo sul lambrusco!
Il nostro Pippo, questa mattina aveva fame, nonostante le oltre 40 acciughe ingoiate ieri. Continuava a volare intorno alla barca per farmi capire che “aveva fame”.
Ho provato ad aprirgli una scatoletta di Simmenthal, sperando che gli piacesse. L’ha assaggiata come fa con tutte le cose che gli propongo, mi ha guardato con una espressione triste, tipo “ma che cacchio mi fai mangiare?”, Preso dalla disperazione o pensato che potesse preferire le penne alla bolognese, cucinate da Elba, ne ho prese una diecina e le ho portate sul ponte.
Pippo ne ha assaggiata una e la trovata fantastica. Rigatoni alla bolognese una vera squisitezza.

Vedere un gabbiano che mangia i rigatoni con una tale ingordigia è quasi impensabile, ma vale la regola che i gabbiani sono onnivori.
Insomma, la pensata ha avuto successo, Pippo si è mangiato un piatto di rigatoni alla bolognese, quando ha finito ha emesso un sonoro ruttino guardandosi intorno per cercare la bottiglia di Lambrusco. Purtroppo il poco che c’era me lo ero già bevuto io, così sarà per la prossima volta.
Da notare che è sporco di sugo, sul becco, sul collo, e all’attaccatura delle zampe.
Ragazzi, alla nostra aviazione piacciono le specialità nostrane, altro che acciughe!
il direttore

Se apprezzate il mio lavoro potete aiutarmi a vivere con una piccola donazione, anche un solo euro farà la differenza

 

 

GENONI A – 152 È RECORD

Schermata 2016-03-13 alle 15.08.37

 

Genoni nel momento della riemersione dopo aver toccato i -152 metri con l’ausilio di uno scooter subacqueo” – foto Guido Bissattini

ZOAGLI – 02-10-2010
PROGETTO APNEA 201.0
testo di Alberto Balbi
RECORD MONDIALE DI IMMERSIONE IN APNEA – 152 MT tempo di immersione 4’24”
Stamattina puntuale come un orologio alle 9.45 Gianluca Genoni si è immerso nelle acque antistanti Zoagli ( Golfo del Tigullio) per tentare di stabilire il primo record mondiale nella specialità della discesa con propulsore elettrico. Ne è uscito 4’24” dopo trionfante dopo una immersione durata ben 35″ in più del previsto.
Un brivido che ha emozionato fino alle lacrime tutti i presenti.
Gianluca Genoni è però uscito dall’immersione esaltante consapevole di aver battuto la sfortuna. Già perchè di sfortuna si tratta. Durante la risalita infatti l’imbrago a cui Genoni era agganciato allo scooter Suex, si è aperto costringendo così Genoni a difficili manovre di pilotaggio dell scooter in risalita.
” E’ la prima volta dopo tutti questi allenamenti che mi succede un imprevisto del genere, ed è ovvio che se doveva capitare, mi sarebbe capitato proprio durante la prova. Comunque io mantengo sempre un margine di sicurezza nelle mie immersioni che mi permette di gestire le possibili emergenze”
Sempre alla presenza del Notaio Assunta di Gennaro è stato calato in acqua il cavo, misurato da lei stessa, mercoledì scorso nella piazza di Zoagli. Il primo sigillo era stato messo a 150 mt, quota già valida come record del mondo, quota che è servita a Genoni per effettuare la prova generale giovedì scorso, il secondo sigillo è stato posto a 152 mt. quota alla quale Gianluca Genoni ha deciso di scendere oggi per stabilire la quota del record del mondo in questa nuova specialità.
“La discesa in apnea con scooter subacqueo è una disciplina mai provata prima. Questa disciplina ha un contenuto tecnico molto importante per cui è necessario che io sia perfettamente lucido durante tutte le fasi dell’immersione per poter gestire al meglio tutti i passaggi tecnici che questo tipo di immersione comporta: controllo dell’acceleratore, della traiettoria, compensazione, virata, jacket di sollevamento, ed eventuali imprevisti come quello di stamattina. L’imbrago serve a pilotare meglio la direzione dello scooter, con l’imbrago aperto ho dovuto guidare lo scooter con la sola forza delle braccia, e vista la elevata velocità del mezzo la cosa è risultata abbastanza complicata”
Dunque, questa mattina Gianluca Genoni alle 9.45 si è immerso trascinato dal suo scooter SUEX ed è riemerso ben 4’24” dopo esultante per aver conquistato un altro record, e aver superato un nuovo limite.
La specialità con lo scooter si sostituisce a quella estrema (no limit) dove si scendeva con una slitta e si risaliva con un pallone. In questa nuova specialità l’apneista deve impegnarsi anche psicologicamente per gestire la “macchina”

Il direttore

Se apprezzate il mio lavoro potete aiutarmi a vivere con una piccola donazione, anche un solo euro farà la differenza