ALL’ASSALTO CON I BARCHINI ESPLOSIVI!

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Nella fotografia Fiorenzo Capriotti, medaglia d’argento al valor militare, quando era un giovane assaltatore della X flottiglia MAS. Ci piace ricordarlo così.
Sopravvisse fortunosamente alle migliaia di pallottole che gli spararono contro perché il suo destino era di arrivare a sfiorare i cent’anni.

E’ morto l’11 novembre 2009 alla venerabile età di 98 anni Fiorenzo CAPRIOTTI, M.A.V.M. per l’eroica impresa di Malta nel luglio 1941.
Abitava a San Benedetto del Tronto (AP) in Via Augusto Murri, 24.     I Marinai d’Italia lo ricordano e lo piangono ed insieme a loro lo piangiamo anche noi. Di seguito la motivazione della Medaglia d’Argento al Valor Militare:
“Volontario nei Mezzi d’Assalto della Regia Marina, partecipava al tentativo di forzamento di una delle più munite e meglio difese basi navali avversarie. Scoperto, in fase di attacco, e fatto segno ad intensissima reazione da terra, dal mare e dall’aria riusciva ad allontanarsi e ad occultarsi, attendendo l’alba per attaccare ad ogni costo.
Con le prime luci, tentava l’avvicinamento a lentissimo moto, fingendosi ferito, per riuscire nel suo intento.
Constatata l’impossibilità di forzare il blocco nemico, lanciava il suo strumento contro altro mezzo, alla deriva, per impedire che cadesse in mani avversarie, mentre le batterie lo inquadravano in nutrito fuoco di sbarramento. Incurante del tiro nemico, riusciva a salvare da morte sicura l’operatore dell’altro mezzo, ferito.
Esempio di coraggio tenacia e spirito di sacrificio cui anche l’avversario ha cavallerescamente reso omaggio”. Acque di Malta, 26 luglio 1941.

Il penultimo eroe del tragico attacco a Malta non c’è più, si è ricongiunto ai suoi compagni che stavano nei campi elisi da anni e chissà quante risate avranno fatto nel vederlo così vecchio rispetto a loro che hanno mantenuto per l’eternità la forza e la giovinezza.
Quel tragico attacco fu portato in ritardo di oltre un anno, ma d’altra parte anche Teseo Tesei perse (non per sua scelta) due anni fondamentali nella realizzazione degli SLC (siluri a lenta corsa) detti “maiali”.
Due anni di sperimentazione sulla più micidiale arma della Seconda Guerra Mondiale che ad Alessandria d’Egitto dimostrò tutta la sua potenza, affondando le due più importanti corazzate della flotta inglese e mettendo l’Amm. Cunningam con il culo per terra.
Se i “maiali” fossero stati pronti per tempo, avremmo vinto la guerra nel Mediterraneo e tutto sarebbe cambiato.
Invece il “cuore pulsante” della X MAS venne inviato a forzare il porto di Malta CON UN ANNO DI RITARDO.
Ricordo che mio padre mi raccontò che era stato selezionato per pilotare uno degli alianti da sbarco che dovevano servire all’invasione di Malta.   Erano tutti piloti giovanissimi e palesemente votati alla morte. Ma l’invasione tardò e giunse quando non era più possibile avere successo.
L’ultimo superstite di quegli arditi è oggi l’Ammiraglio Frassetto.
Ero a Viareggio o giù di lì, alla presentazione del premio Artiglio.
Stavo in una sala cinematografica, nella veste di direttore di Immersione Rapida MARE. Un vecchietto mi venne presentato come Frassetto, uno degli eroi che tentarono il forzamento di Malta.
Eravamo in piedi, in mezzo alla gente che entrava ed usciva al termine di una proiezione.
Frassetto prese a raccontarmi, improvvisamente tutto il cinema scomparve ed ero lì, nelle acque di Malta, su un barchino esplosivo, in un grigio mattino, umido della notte passata in mare, angosciato dall’idea che sarei morto fra breve.
E Frassetto raccontava ed era come vedere un film terrificante, i nostri barchini partivano all’assalto, ignari che il nemico avesse “ULTRA” ed avesse decifrato ogni nostra mossa.
Erano silenziosi e pronti, tutte le bocche da fuoco alzo zero, pronti a sterminarci.
E via, il motore ruggiva e si correva sull’acqua grigia, in quella nebbiolina tipica dell’alba. D’un tratto tutte le armi presero vomitare fuoco su di noi, una visione bella quanto infernale, scie di traccianti gialli sfioravano la superficie dell’acqua e noi cercavamo di evadere quelle scie.
Tutto divenne confuso, più nessuno di noi aveva la percezione della realtà. Si consumarono quel giorno solo atti d’eroismo, perché non c’era spazio per altro.
Intanto Tesei con il suo “maiale”, a causa del bassissimo orizzonte che vedeva, stava rientrando verso l’obiettivo principale che aveva mancato. Una sola piccola testolina nera spuntava dall’acqua, una testolina che attraversava lo specchio d’acqua davanti alla mitragliatrice pesante di Zammit (da nostra ricostruzione storica), un attimo per prendere la mira poi il maltese scaricava la sua arma contro quello piccola macchiolina che spuntava dall’acqua grigia, di un grigio mattino maltese. Moriva così Teseo Tesei, un ingegnere del Genio Navale, ma anche un profeta.
Si scoprì in seguito che non era morto, anzi era diventato immortale.
Proprio come Fiorenzo Capriotti e come tutti gli altri eroi di quel tragico giorno.
A quel punto Frassetto piangeva come un bambino. Lo accolsi fra le mie braccia come un figlio che sorregge il padre, il colletto della mia camicia bianca raccolse le sue lacrime e le mie.
Eravamo soli, in mezzo a tanta gente, soli con quegli eroi, quegli incursori incisori che hanno scolpito sulla pietra granitica una storia incancellabile.
Guardo la foto di Capriotti e lo trovo bello e simpatico e mi domando: come mai non ho trovato nemmeno uno di tutti quegli eroi che ho conosciuto, antipatico, scostante: perché De la Penne, passò un pomeriggio a sussurrarmi nell’orecchio la sua storia (era stato operato alla gola); perché Birindelli mi accolse a casa sua e mi lascio fotografare le immagini dei famosi pionieri della X ma, sul suo tavolino da notte; perché Bianchi e sempre stato così cordiale e Frassetto piangeva abbracciato a me.
Perché non ho conosciuto nessuno di quelli che furono e di quelli che oggi ancora sono che mi fosse antipatico o fosse pieno di boria o mi guardasse dall’alto in basso.
Perchè Andrea Scirè il figlio di JV.Borghese è così affabile e per nulla montato; perché i nipoti del più grande comandante di sommergibili della storia dell’umanità Niccolò e Valerio Borghese sono così amichevoli, simpatici, veri?
Un caso, due casi, una serie di combinazioni?
Troppe combinazioni, svelano una anomalia.
Un caso storico: l’immensa colossale menzogna di coloro che vollero cancellare dalla nostra storia i più mitici eroi che tutta l’umanità c’invidia.
L’Italia sarà nuovamente Italia, solo quando le piazze saranno intitolate anche a Benito Mussolini, a Claretta Petacci stuprata e poi uccisa, a Ettore Muti, a Junio Valerio Borghese, agli eroi della decima flottiglia MAS, ai martiri che s’immolarono contro gli angloamericani ai paracadutisti NP che in mutande davanti al plotone d’esecuzione americano gridarono e ancora gridano VIVA L’ITALIA!
Per gli scettici ci sono le prove filmate originali, il sonoro manca ma solo uno stolto in malafede potrebbe non leggere sulle labbra di quel giovane l’ultimo suo grido: VIVA L’ITALIA.
Sapreste farlo Voi? Sapremmo farlo Noi?
Non è possibile cancellare la vera storia d’Italia, è solo questione di tempo: quel giorno verrà, forse noi non ci saremo più, ma verrà.
Decima sempre!
Folgore!
Immortalità agli eroi di Nassirija
Così e solo così si ricostruisce un Paese. Teseo Tesei sapeva che i giovani del XXI secolo avrebbero avuto bisogno degli ideali incancellabili della X flotmas, lui disse: «i giovani devono sapere che c’è stato chi era disposto a morire per la Patria ed è morto per la Patria».

il direttore

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