MUORE SUBACQUEO A PORTOFINO

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nell’immagine una simulazione di salvataggio con verricello eseguita dai vigili del fuoco

Ha un nome il subacqueo morto ieri mattina (9 maggio 2009) nel corso di una immersione a Portofino “cala degli inglesi”.
Si chiamava Ivo Vaghi, membro del “Polo Sub”, un’associazione di diving con sede nei Magazzini del Cotone nel porto di Genova, era un impiegato genovese di 53 anni.   Si era immerso con altri 18 sub del suo club nelle acque di “cala degli Inglesi”, in piena riserva marina del promontorio di Portofino.
I primi soccorsi gli sono stati prestati dall’equipaggio della motovedetta dei carabinieri intervenuta con il gommone della compagnia di Santa Margherita Ligure, con due motovedette della Guardia Costiera di Santa Margherita e l’elicottero dei vigili del fuoco.
L’uomo, colto probabilmente da embolia, è però morto prima di giungere in ospedale. (ndr. versione da rivedere sulla base di quelli che saranno gli sviluppi successivi. E’ fondamentale sapere che attrezzatura indossava.
Ricordiamo che la morte per una semplice embolia è un fatto rarissimo, quindi è molto probabile che le cause siano altre.

i mezzi navali che hanno partecipato al salvataggio

 

Da quanto è stato ricostruito sinora, sembra che il subacqueo abbia perso conoscenza durante l’immersione e l’allarme sia stato dato dai suoi compagni.
Pare anche, notizia non ancora confermata da altre fonti, che all’emersione mancassero due sub e che sia questa la causa che ha fatto scattare le richiesta di soccorso da parte degli accompagnatori (pilota del mezzo nautico che si suppone fosse del Polo Sub di Genova). Il primo sub è emerso privo di coscienza e agganciato al verricello dell’elicottero dei vigili del fuoco, il secondo sarebbe stato recuperato più tardi ed attualmente sarebbe ricoverato all’ospedale San Martino di Genova in condizioni non gravi.
Notando la mancanza dei due sub, è stato allertato il 118, e si è alzato in volo l’elicottero dei vigili del Fuoco di Genova: il velivolo, stando sulla verticale del punto dove si è verificato il malore, ha issato a bordo il subacqueo, che aveva perso conoscenza, e si è diretto all’ospedale San Martino. Dove, purtroppo, l’uomo è arrivato privo di vita.
Il resto dell’equipaggio, gli altri 17 subacquei, sono stati accompagnati con le motovedette di capitaneria di porto e carabinieri, alla sede della guardia Costiera a Santa Margherita, per essere ascoltati e riferire i particolari dell’accaduto.

 

 

 

 

 

 

E’ di fondamentale importanza scoprire che tipo di attrezzatura indossava il subacqueo. ARA, TRIMIX, NITROX, REB?   Oggi le opzioni sono molte e molte possono essere le cause del decesso.
Per il momento non ci resta che fare le solite condoglianze alla famiglia, un triste rituale che continua ad affliggere tutta la categoria. Chi sarà il prossimo?
La stagione è alle porte, la follia incombe, l’avidità dei facili guadagni, la scarsa affidabilità di alcune didattiche improvvisate, la scarsa affidabilità di attrezzature vendute come affidabilissime, potrebbe fare la differenza fra una stagione normale ed un elenco di caduti.

il direttore

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