IL VIRUS A-H1N1

 

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nell’immagine l’unico rimedio per contrastare la diffusione dell’influenza in genere ed anche dell’influenza suina o influenza “A”. Il virus non si trasmette attraverso la carne di maiale e non si trasmette attraverso il contatto cutaneo

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha elevato il livello di allarme da 4 a 5, siamo dunque alle soglie di una pandemia influenzale e questa volta il virus è un MUTANTE che proviene dai suini e che si è trasmesso all’uomo.
Ma che cosa deve pensare un padre di famiglia, uno che ha dei bambini piccoli, innanzi a queste notizie? Visto che si va dall’allarmismo, alla rassicurazione ad oltranza? In Italia non c’è ancora, ma che differenza fa?
Nessuna.
Tutti gli esperti sono concordi nell’affermare che un’influenza come quella non sia né controllabile né gestibile.
Questo significa che presto sentiremo la televisione annunciare i primi casi di “influenza suina” anche in Italia. www.marescoop.com è da anni avanti rispetto a tutte le tematiche che riguardano la medicina iperbarica, ma anche nella revisione storica e nell’analisi della politica contemporanea.
Quando si presenta una situazione d’emergenza come questa, noi ci muoviamo per saperne di più, utilizzando quelle amicizie, frutto di una vita passata a dire e scrivere solo la verità.
Sulla nuova “influenza suina” o meglio “Influenza A”, abbiamo interpellato alcuni esperti medici accreditati in Europa e gli abbiamo fatto delle domande prima giornalistiche e poi in veste di amici.
Né è emerso un quadro interessante che può aiutare tutti i nostri lettori, fermo restando che nessuno (nemmeno noi) ha la verità in tasca ed occorre sempre saper leggere ed interpretare.

 

 

                                                                       il  vero volto del virus dell’influenza suina, un mutante che si chiama A-H1N1 e che proviene dai maiali d’allevamento del messico. 

Innanzi tutto va detto che ogni anno le comuni influenze si portano via circa ventimila vite umane e nessun media né scrive o né parla.  Detto questo, per dimensionare il fenomeno a quello che è; in seconda istanza occorre considerare che non esiste alcuna cura miracolosa contro l’influenza, qualunque essa sia, anche contro il mutante A-N1H1.
Attualmente si parla del Tamiflu ( Oseltamivir ), prodotto dal colosso farmaceutico Roche, quasi come dell’unico rimedio ad una eventuale pandemia. In realtà il Tamiflu è un adiuvante, semplicemente un farmaco che aiuta l’organismo e se possibile abbrevia il decorso dell’influenza, ma non è un “antivirus” come viene definito, cioè un farmaco in grado di debellare il virus.
Non esiste alcun antivirus, se non il vaccino, che sarà pronto fra sei mesi (troppo tardi).
La buona notizia è che in Italia abbiamo immagazzinato 40 milioni di dosi di Tamiflu, mentre negli USA ne hanno solo 50 milioni.
Questo significa anche che la Roche ha già venduto 90 milioni di dosi di Tamiflu solo considerando Italia e USA, ma significa anche che in Italia siamo sei volte più forniti degli americani.
Questo Tamiflu è la panacea di tutti i mali? Sicuramente no, infatti ha diverse controindicazioni e costa molto, inoltre in diverse parti d’Europa il virus H1N1 ha già sviluppato una resistenza all’Oseltamivir (Tamiflu)pari al 25% – 65%, l’altra buona notizia è che apparentemente grazie ai consigli di evitare di prendere antibiotici in presenza di una influenza stagionale, in Italia la resistenza del virus H1N1 all’Oseltamivir è più bassa dall’1 al 10%
Fermo restando che l’influenza “A” potrebbe presto spalmarsi su tutto il mondo in una soluzione pandemica, che cosa dobbiamo fare?
Fissiamo i pochi punti ormai chiari:
1) il contagio non avviene attraverso le mani
2) il contagio avviene solo ed esclusivamente attraverso le microscopiche gocce che nebulizziamo parlando e/o tossendo e starnutendo
3) in caso di pandemia sono i bambini piccoli i più a rischio, devono restare a casa, non andare a scuola e i genitori devono frequentare i luoghi di grande affluenza solo con le mascherine che coprono la bocca e il naso
4) non serve a nulla correre in farmacia ad acquistare il Tamiflu. Se l’influenza presenta sintomi pesanti, il soggetto verrà riicoverato in ospedale, dove avrà il farmaco gratuitamente.
5) serve invece preparare una serie di mascherine in un cassetto, visto che quando partirà l’allarme spariranno dai negozi proprio come è già successo in Messico.
6) il Tamiflu costerebbe per ogni paziente circa 300 euro
7) è assolutamente sbagliato prendere il Tamiflu a scopo preventivo, potrebbe risultare molto negativo in caso di contagio e generare un ceppo di virus resistenti allo stesso
8) gli attuali vaccini antinfluenzali sono inutili e si prevede che un vaccino adeguato sarà disponibile solo fra sei mesi, cioè quando la pandemia sarà un ricordo.
9) Come sempre ognuno di noi reagirà anche all’influenza suina in modo del tutto personale.
Vediamo a questo punto che cosa è il Tamiflu, partendo dal presupposto che non stiamo parlando di un virus killer ma solo di un Adiuvante, in grado di aiutare l’organismo a reagire in modo positivo all’infezione ma con alcuni rischi.
Per farlo abbiamo raccolto una serie di considerazioni che vi sottoponiamo.
Ognuno tragga da quanto leggerà le sue considerazioni:

ecco il prodotto che ci aiuterà a combattere i casi più gravi, è costoso ed i nostri amici medici hanno suggerito ai loro familiari di non acquistarlo a scopo preventivo. E’ inutile, se sarà necessario verrà somministrato in ospedale, gratuitamente e sotto il controllo medico. E’ assolutamente sbagliato assumere il farmaco a scopo preventivo, si potrebbero generare delle ulteriori resistenze del virus in questione e potrebbero abbassarsi le nostre possibilità di guarigione. NON prendete il TAMIFLU a scopo preventivo.

Tamiflu ( Oseltamivir ) è un farmaco antivirale approvato dall’FDA ( Food and Drug Administration ) nel trattamento dell’influenza A e B, non complicata, nei pazienti di età superiore ad un anno.
Inoltre, il Tamiflu è approvato nella profilassi dell’influenza nelle persone di età superiore ai 13 anni.
Oseltamivir è un inibitore della neuraminidasi ed agisce bloccando l’enzima che favorisce l’ingresso del virus nel tratto respiratorio.
Il Tamiflu, somministrato 2 volte al giorno per 5 giorni, può ridurre la durata dei sintomi influenzali nei bambini sani di 1-1.5 giorni.
In media sembra ridurre la gravità dei comuni sintomi influenzali, permettendo ai bambini di un recupero in un tempo minore, favorendo il ritorno a scuola o lo svolgimento di altre attività.
Tamiflu ha mostrato di essere efficace anche nei bambini con storia di asma, senza peggiorare i sintomi della malattia.
Tamiflu è più efficace quando assunto entro 48 ore dopo l’insorgenza dei sintomi influenzali, mentre non sembra efficace se i sintomi influenzali sono già presenti da giorni.
Tamiflu non è stato studiato nei bambini con influenza molto grave o complicata, che richiede ospedalizzazione.
Quando il Tamiflu, nel corso di studi clinici, è stato impiegato come trattamento dell’influenza nei bambini non sono stati osservati gravi effetti indesiderati.br> I più comuni sono stati nausea e vomito.
In un report del BPCA ( Best Pharmaceuticals for Children Act ) sono state riportati casi di reazioni avverse associate all’uso di Tamiflu nei bambini di 16 anni o più giovani.
Questi effetti indesiderati hanno riguardato eventi neurologici e psichiatrici, come delirio, allucinazioni, confusione, comportamento anormale, convulsioni ed encefalite.
Questi eventi si riferivano quasi interamente a bambini giapponesi che hanno ricevuto il Tamiflu secondo le linee guida di trattamento giapponesi ( molto simili, ma non identiche alle linee guida di trattamento statunitensi ).
In 12 pazienti pediatrici l’esito è stato fatale. Tutte le morti si riferivano a bambini giapponesi.
In molti di questi casi, una relazione tra impiego di Tamiflu e morte era difficile da valutare a causa dell’assunzione di altri farmaci, della presenza di altre patologie e/o per la mancanza di approfondite informazioni nella segnalazione.
Sono state riportate anche gravi reazioni cutanee ( simili a reazioni allergiche ) in alcuni pazienti pediatrici. Questi eventi non hanno riguardato solo i bambini giapponesi ed hanno riguardato anche gli adulti.
L’Fda è rimasta sorpresa nel constatare che le segnalazioni di reazioni avverse neuropsichiatriche e di morte sono pervenute quasi interamente dal Giappone.
L’FDA ha pertanto richiesto ulteriori informazioni alla società produttrice di Tamiflu, Hoffman-La Roche, e al Ministero della Salute giapponese.
I dubbi sono molti.
I pazienti giapponesi metabolizzano il Tamiflu in modo diverso rispetto ai pazienti statunitensi o europei ?
Non sembrano esserci evidenze a riguardo.
E’ possibile che gli eventi neuropsichiatrici siano una conseguenza dell’influenza ?
Agli inizi della metà degli anni ’90, nella letteratura medica pediatrica, sono stati descritti diversi casi di encefalite o di encefalopatia associata all’influenza.
Queste segnalazioni provenivano principalmente dal Giappone.
La febbre aveva un esordio rapido con comparsa di convulsioni e di alterazione dei livelli di coscienza, e progressione a coma entro pochi giorni dall’insorgenza dei sintomi influenzali.
La sindrome portava spesso a morte, o comportava significative sequele neurologiche.
La più alta incidenza di effetti indesiderati dopo assunzione di Tamiflu in Giappone può essere spiegata dal maggior consumo del farmaco ?
In Giappone l’utilizzo del Tamiflu è maggiore rispetto agli altri paesi.
Alcuni degli effetti indesiderati evidenziati in Giappone potrebbero anche essere osservati nella popolazione americana ed europea se l’uso del farmaco aumentasse in modo sostanziale.
La maggiore segnalazione di eventi avversi gravi da parte del Giappone potrebbe essere dovuta ad un diverso sistema di farmacovigilanza ?
Quando il Tamiflu fu approvato nella profilassi dell’influenza in Giappone, Roche e Chugai Pharmaceutical hanno sollecitato i medici a segnalare reazioni avverse dopo assunzione del farmaco.
Per il Comitato dell’FDA è difficile valutare la relazione tra Tamiflu e le morti dei bambini avvenute in Giappone.
E’ noto che i bambini di età inferiore ai 2 anni e gli anziani presentano una maggiore incidenza di morte associata all’influenza rispetto ai gruppi di altre età.
Negli USA, le morti per influenza nei bambini non erano, fino alla stagione influenzale 2004-2005, tra gli eventi che dovevano essere segnalati al Dipartimento di Salute Pubblica e ai CDC ( Centers for Disease Control and Prevention ).
Le segnalazioni di eventi neuropsichiatrici nei bambini giapponesi potrebbero essere correlate all’encefalopatia associata all’influenza, all’aumentato utilizzo di Tamiflu in Giappone e all’intensivo sistema di monitoraggio. ( Xagena2005 )
Fonte: FDA, 2005
Prima i polli, adesso i suini. Un’unica risposta: il Tamiflu.
E’ arrivata la nuova influenza che minaccia di diventare pandemia. Nel 2005 era aviaria, con il focolaio in Cina, trasmessa dai polli, e si chiamava Sars. Oggi, nonostante non ci sia stata una conferma ufficiale, viene attribuita ai suini, e il focolaio è in Messico.
L’unico punto fermo però, quando il rischio di pandemia è alto, è il Tamiflu, prodotto dalla Roche. Che sia davvero efficace contro le influenze più di altri farmaci è tutto da verificare e a quanto pare l’azienda era anche in procinto di toglierlo dal commercio.
Intanto, giusto per non farsi vedere con le mani in mano dall’intera nazione, il ministro della salute Usa Janet Napolitano cosa fa? Comincia a far circolare una parte delle 50 milioni di dosi del Tamiflu in possesso del governo federale. Immaginiamo che anche i governi delle altre nazioni correranno a fare incetta del preziosissimo medicinale contro una malattia di cui si sa ancora pochissimo e per cui non è stata ancora trovata una medicina che la fronteggi seriamente.
Storia uguale e identica, fino ad oggi, a quanto avvenuto nel 2005. Quando si dice che la storia è magistra vitae…
CHI GUADAGNA DALL’INFLUENZA SUINA?
Sicuramente i produttori di Tamiflu e Relenza, due anti-influenzali che secondo gli esperti sono efficaci contro il virus.
Curioso è che il Tamiflu sia stato spacciato in precedenza come il rimedio della famosa influenza aviaria qualche anno fa. Altrettanto curioso è che, pur prodotto da Roche, il medicinale sia in realtà di proprietà della più piccola Gilead Science inc, che ovviamente ne guadagna.
Ancora più curioso è che uno dei maggiori azionisti della piccola casa farmaceutica sia Donald Rumsfeld, già vicepresidente USA durante il mandato Bush. Molto meno strano è che in occasione della precedente epidemia il grande allarme sia valso, solo negli Stati Uniti, la spesa da parte del governo di due miliardi di dollari per procurare grandi quantità della medicina che poi non sono servite a nessuno.
Ovviamente Roche si è detta pronta ad inondare i mercati di Tamiflu, anche se per il momento i rivali di Glaxo Smith Kline sembrano essere favoriti negli ordini governativi.
ZURIGO (Reuters) – La casa farmaceutica svizzera Roche ha fatto sapere oggi che sta lavorando a stretto contatto con l’Organizzazione Mondiale della Salute per rendere il suo farmaco Tamiflu disponibile per i pazienti in tutto il mondo, dopo l’esplosione dell’epidemia di influenza suina.
La Roche ha dichiarato, attraverso un comunicato, che sta aumentando la produzione di questo farmaco dopo che l’Oms ha innalzato il livello di allerta, aggiungendo che sta collaborando con i governi mondiali per combattere il potenziale pandemico della malattia.
Il gigante farmaceutico ha reso noto di aver donato cinque milioni di confezioni all’Oms e che ci sono altre tre milioni di confezioni già pronte per essere inviate, su richiesta dell’Organizzazione Mondiale della Salute.
La Roche ha anche precisato di aver già risposto, in passato, a richieste di medicinali da parte dei governi mondiali, per circa 220 milioni di trattamenti. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato che la Roche ha già ricevuto altri ordini, dallo scoppio dell’epidemia, ma di non essere in grado di quantificarli.
Nella giornata di lunedì, la casa farmaceutica svizzera aveva annunciato l’intenzione di aumentare la produzione di Tamiflu, ma aveva anche avvertito che il tempo necessario, dalla sintesi del farmaco all’imballaggio, era di circa otto mesi.
Il Tamiflu, un farmaco antivirale, è prodotto in apposite compresse ed è stato originariamente inventato dalla società biotecnica americana Gilead Sciences.
TAMIFLU, Roche
CATEGORIA: Farmaci antivirali
FORMA FARMACEUTICA: Polvere e granuli per sospensione orale
PRINCIPI ATTIVI: Oseltamivirum fosfato
INDICAZIONI: Indicato per il trattamento della sindrome influenzale (Virus A e B) e per la sua prevenzione. Come terapia, ha maggiore efficacia quando il Tamiflu viene assunto nei primi due giorni dalla comparsa dei sintomi influenzali. Il suo utilizzo come prevenzione dell’influenza essere indicato dal medico e valutato caso per caso, anche in funzione delle circostanze di diffusione del virus e della popolazione che necessita il farmaco. In ogni caso, Tamiflu non sostituisce il vaccino antinfluenzale ed il suo uso deve seguire le indicazioni ufficiali. Infatti, il prodotto va somministrato solo nei casi in cui vi sia l’effettivo rischio di una pandemia oppure il trattamento con altri farmaci non abbia dato risultati soddisfacenti.
CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI: Ipersensibilità all’oseltamivirum fosfato o ad uno dei suoi eccipienti. Gli effetti secondari maggiormente riscontrati sono stati nausea, vomito, mal di stomaco e disturbi gastro-intestinali. In alcuni casi si è verificato anche l’insorgenza di bronchite, insonnia e vertigini.
NOTE: Il Tamiflu è stato al centro dell’attenzione per un lungo periodo quando, nel 2005, intere popolazioni, per lo più asiatiche, sono state colpite dall’influenza aviaria. Il farmaco a base di oseltamivirum, infatti, era considerato come possibile rimedio alla pericolosa sindrome influenzale causata dal virus H5N1. Tuttavia, secondo alcuni studi ed il parere di esperti, l’oseltamivitum non è capace di combattere il potente virus dell’influenza aviaria perchè quest’ultimo è un particolare tipo mutante, per cui il trattamento con questo farmaco servirebbe solo a curare alcune manifestazioni della patologia. l’epidemia non è stata l’unica causa della notorietà del Tamiflu, infatti, la FDA, ente americano di vigilanza sui farmaci e la salute, ha lanciato l’allarme per i numerosi e gravi effetti neuropsichiatrici provocati dal trattamento con il medicinale verificatosi sopratutto in Giappone dove Tamiflu è largamente commercializzato.
Un altro farmaco antivirale, anch’esso di nuova ideazione, è il Relenza (Zanamivir) capace di combattere i virus influenzali di tipo A e B.
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Ecco tutto quello che siamo riusciti a mettere insieme facendo una serie di interviste e di ricerche.
Lasciamo che venga somministrato il Tamiflu ai nostri figli solo in caso di reale necessità e lo stesso facciamo per noi.
Saranno comunque le autorità ospedaliere a decidere la terapia da seguire. Il fai da te è altamente sconsigliabile
Non facciamoci prendere dal panico, si tratta di una influenza grave, ma superabile, come tutte le altre. Dalle nostre interviste risulta anche evidente che la carne di maiale non può trasmettere il virus dell’influenza suina, il rischio è pari a zero.

nell’immagine indicate le zone del mondo dove il virus H1N1 dell’influenza ha presentato una maggiore resistenza alla somministrazione dell’Oseltamivirus fosfato (Tamiflu), come si nota l’Italia presenta una resistenza che va dll’1 al 10%

Noi di www.marescoop.com crediamo di non poter fare di più. Vi abbiamo presentato le rose e le spine, ora le decisioni sono a carico vostro. Chiaramente non è possibile sapere se le considerazioni che abbiamo raccolto sono tutte vere e tutte scritte in buona fede. Gli interessi in gioco sono alti e sono troppi.
Noi possiamo solo grantirvi che www.marescoop.com non ha alcun secondo interesse se non quello della verità, una verità difficile che vi deve indurre a muovervi con estrema cautela. Seguite attentamente lo sviluppo della situazione proteggete la vostra famiglia. Noi staremo allerta, qui, dalla nostra ultima trincea: il mare.

Marcello Toja
Il direttore

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