INCIDENTE MORTALE A LA LONDE LES MAURES NEL SUD DELLA FRANCIA

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Una delle rare fotografie di Penny Glover trovata in rete. Risale al periodo del DEEP WRECKS XPEDITION 2003 alla quale la subacquea prese parte

Da fonti non confermate (non esiste purtroppo un solo quotidiano a cui possiamo fare riferimento anche se siamo sicuri della bontà dell’informazione), ci giunge notizia che Penny Glover si è immersa nella mattinata di Lunedì di questa settimana, nelle acque di La Londe Les Maures nel Sud della Francia – a Hyeres, con un Buddy Inspiration ed un Evolution. Insieme a lei un altro subacqueo tecnico, Jacques Filippi, suo compagno di vita… i due non sono più riemersi, ad eccezione del pallone di emergenza, che evidentemente non era legato a nessuno di loro. La Guardia Costiera ha sospeso le ricerche a notte inoltrata ed è in attesa di un miglioramento del tempo. Posso assicurarvi che in questi giorni il mare è un vero inferno di vento e le previsioni future sono pessime. Forse domani, giovedì potremo godere di una piccola pausa…

Probabilmente Penny stava utilizzando in Reb Inspiration e il suo compagno un Evolution. Penny Glover era considerata una delle più grandi esperte di rebrather a circuito chiuso del mondo. Volontaria del BSAC e instructor trainer dei semi-closed and closed-circuit rebreather.
Ovviamente stiamo parlando di morte presunta, dal momento che non c’è stato ancora alcun accertamento confermativo. Chiunque avesse notizie certe circa la documentazione del ritrovamento del o dei corpi, è pregato di comunicarcelo insieme ai necessari link di riscontro.
Si tratta quasi certamente di una tragedia, l’ennesima tragedia che vede coinvolto un rebreather a circuito chiuso come Inspiration, anche se questa volta è coinvolto pure un Evolution.
Per il momento ci fermeremmo a queste semplici considerazioni, ma è chiaro che approfondiremo ulteriormente l’argomento. Inoltre lasciatemi dire una cosa: quando avevo meno peli bianchi nella barba, mi mandavano in giro per il mondo a fare degli espertize tecnici e mi pagavano un monte di quattrini per farlo.
Ho risolto molti problemi meccanici che sembravano irrisolvibili. Pregherei pertanto qualcuno di voi in possesso di un Inspiration CC di contattarmi. Mi metto a disposizione fin da ora per smontarlo insieme a lui pezzo per pezzo sul ponte della mia barca, facendo una valutazione tecnico/qualitativa – gratuita – del prodotto. Non prometto nulla, ma se c’è un errore di progettazione dal punto di vista meccanico, sono certo di poterlo individuare.
Dopo tutto credo che sia nell’interesse di tutti. Sono stufo di parole, sono stufo di leggere che la colpa degli incidenti è degli utilizzatori, vorrei analizzare il problema da vicino.
Di più non posso fare.
Il direttore
ringraziamo Roberto Delaide per la gentile collaborazione

approfondimento:

Questo, grazie all’aiuto di tutti… ho estrapolato da un forum…e ho tradotto alla bene/meglio, ma senza cambiare i punti più salienti…chi sa l’inglese può leggere direttamente il testo originale qui di seguito:
Just spoke to a friend which was on the boat with Penny.
Dive was a wall dive, depth plan was 80m using TX14/50, wall goes down to 90-100m and then sand going to 120-130m. The buddy was one of her ex-student did not catch the name, french I believe.
They went down the line to 80m and both team seperated, after about 13′-15′ my friend got back to the line to ascend, at that time he saw Penny coming back towards the line. During ascent they saw some bubbles coming up meaning they started ascending. Once they reach deco stops it was plan to drift under SMB (sea was very calm). My friend surfaced and ask the pilot if he saw Penny? her SMB was 30m away. They were running late but waited, they waited, thinking that they slightly changed the profile planned with increase of deco. 30-45′ later they decided to pull the SMB, they found the reel with 50m of line but nobody present. At this time they raise the alert, search team sea & air were looking for them without any success. The police was talking about using ROV over the next few days.
My condolences to family and friends
Phil
Traduzione
Questo ho saputo parlando con un amico che era in barca con Penny,
L’immersione era pianificata in parete a 80 metri usando TX14/50. La parete scendeva fino a 90-100 metri e poi continuava con sabbia fino a 120-130 metri. Il compagno di Penny era uno dei suoi ex studenti, non so il nome, francese credo.
Essi sono scesi fino alla profondità di 80 metri e le squadre si sono separate, dopo 13-15 minuti il mio amico è tornato indietro sulla linea di inizio risalita e in quel momento ha visto Penny che stava tornando indietro verso la stessa. Durante la risalita ha visto qualche bolla venire su e questo significava che anche Penny aveva iniziato la risalita. Raggiunta la prima tappa di decompressione avevano pianificato di utilizzare, appesi in corrente, un SMB (il mare era calmo). Successivamente il mio amico è risalito e ha chiesto al pilota della barca se aveva visto Penny. Il suo SMB (di Penny) era circa 30 metri più avanti. Hanno atteso pensando che Penny e il suo compagno avessero modificato il profilo decompressivo con un incremento di 30 – 45 minuti. Più tardi hanno deciso di tirare su lo SMB, ma hanno trovato solo 50 metri di cavo e nessuno era presente. A quel punto hanno fatto scattare l’allarme, li hanno cercati inutilmente e la polizia ha utilizzato un ROV per i giorni successivi ma senza alcun successo.
Le mie condoglianze a famiglia ed amici
Phil
ecco ora almeno abbiamo qualche dato su cui ragionare. Scavando nella rete ho trovato alcune cose di grande importanza sui CC ed in particolare su Inspiration. L’appuntamento è fra poche ore, stiamo lavorando…
il direttore

Conclusione:

RITROVATI I CORPI DI PENNY GLOVER E JACQUES FILIPPI

Body of leading rebreather diver recovered
The bodies of leading BSAC diver Penny Glover and her buddy, Jacques Filippi, have been found off the French island of Porquerolles. The pair had gone missing during a rebreather trimix dive on 21 November.
A week-long search funded by the French government failed to find the missing divers, so Filippi’s family commissioned marine contractors Comex to continue searching with remotely operated vehicles (ROVs). Glover and Filippi were found this morning by an ROV and their bodies were subsequently recovered by a police diving team. Both were still wearing all their dive kit – sources close to the investigation say they almost certainly ran into difficulties during the ascent.
According to the local Gendarmerie, the bodies were found 500m off Caramel Reef, the site they had been diving when they went missing, at a depth of 60m. They have since been officially identified as Glover and Filippi, and an official enquiry has been launched.
Non aggiungiamo nulla alla fredda cronaca. Ci vorrà del tempo per avere qualche risposta, sempre se qualche risposta ci sarà…

27 ANNI – ERA DI COLAZZA: UN ISTRUTTORE HA TENTATO INVANO

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PETTENASCO Tragedia ieri a mezzogiorno nel lago d’Orta a Punta di Crabbia, fra Pettenasco ed Omegna: un giovane sub è annegato quasi certamente in seguito ad embolia.
La vittima è Andrea Silvera, 27 anni, di Colazza (Novara). Il giovane sub ieri mattina era andato sul lago d’Orta per un’immersione in località Punta di Crabbia, una zona nota agli appassionati di immersioni, perché c’è una grande parete che scende in profondità e consente di ammirare il panorama subacqueo lacustre più bello del Cusio. Una parete però anche molto impegnativa, perchè scende a strapiombo, con un’autentica verticale che si inabissa per quasi 120 metri di profondità. Ieri mattina Silverio aveva portato bombole e boccaglio e si era immerso. Il dramma è accaduto pochi minuti dopo mezzogiorno, quando il giovane sub ha avuto delle gravi difficoltà ed è riemerso: ad accorgersi che le sue condizioni erano disperate è stato un maestro di sub che in quel momento stava insegnando ad un giovane a pochi metri di distanza, nei pressi della spiaggia del campeggio «Punta di Crabbia».
«Era mezzogiorno e un quarto – racconta l’istruttore – e ad un certo punto ho visto questo giovane riemergere all’improvviso: si sbracciava, ed ho capito subito che stava succedendo qualcosa di molto grave.
Non ho avuto un attimo di esitazione e sono andato a prenderlo e l’ho portato a riva». Qui l’istruttore ha cercato in tutti i modi di rianimare il poveretto, mentre nel frattempo sono arrivati il 118 e l’equipaggio di pronto intervento del lago d’Orta. Tutti i tentativi di salvare la vita al sub sono stati però inutili: Andrea Silvera dopo pochi minuti è morto.
«Il cronometro di questo ragazzo – racconta l’istruttore, era bloccato sui 73 metri di profondità: probabilmente deve avere avvertito un malore ed ha cercato di riemergere».

La disgrazia è quindi quasi certamente da ascrivere ad embolia, anche se sul caso sarà aperta un’inchiesta dai carabinieri di Orta ed Arona che sono intervenuti a Pettenasco. Andrea Silvera non è la prima vittima della Punta di Crabbia: sono stati numerosi i sub che, affascinati da questo tratto del lago d’Orta, hanno perso la vita o hanno rischiato grosso nell’affrontare la discesa in verticale verso il fondo del lago.
Il giovane, celibe, era un appassionato di sport acquatici e l’estate scorsa aveva lavorato come bagnino al Lido di Meina, sul Lago Maggiore.
Copyright ©2005 La Stampa
Ecco questo è quanto siamo riusciti a mettere insieme sull’incidente che ci ha raccontato il misterioso subacqueo pubblicato nel forum. Sicuramente l’istruttore di cui si parla nell’articolo è lui.

Mi ha pregato di puntualizzare che Andrea non era un tech ma un normalissimo subacqueo, e lo faccio. Perché è morto Andrea? Perché quella parete a picco in un lago è pericolosa. Perchè l’immersione su una parete come quella andrebbe fatta con una persona in superficie e una braca, stabilendo a priori: profondità, tempo di permanenza e segnali convenzionali tipo: ogni cinque minuti due strattoni per dire che va tutto bene, quattro strattoni tirami su, nessuno strattone – tirami su… Il compagno d’appoggio deve filare solo il metraggio stabilito a priori. In tal modo se il sub ha dei problemi di stabilità, se il gav ha dei problemi, se l’ebrezza gioca dei brutti scherzi, non si va a fondo, non ci si perde e bene o male si torna in superficie. Inoltre la braca gioca un importante ruolo psicologico. Sono regole militari, ma quando il rischio aumenta occorre stringere le maglie della sicurezza.

il direttore