ALTRO INCIDENTE A PORTOFINO IN DIRETTA DAL CH 16

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la nostra imbarcazione a 10 miglia dalla costa

Eravamo usciti alla ricerca di tonni, ma quest’anno butta male per il pesce e la scarsità di mangianze e acciughine ci fa capire che dobbiamo goderci sole e vento, ma a pancia vuota (si fa per dire); poi ecco che il CH 16, che teniamo sempre acceso, inizia a snocciolare le chiamate è il mezzodì di sabato 25 giugno: mayday – mayday – arriva da una imbarcazione e la chiamata viene presa da Compamare Viareggio che la smista alle unità più vicine all’imbarcazione in difficoltà, altre due o tre situazioni d’emergenza e quello che non vorremmo sentire: …emergenza DVS, chiamata elicottero per emergenza DVS da parte di GC di Portofino a GC di Santa Margherita…il subacqueo infortunato è sulla barca del parco marino…inizia la sarabanda; l’elicottero in questione è dei VVFF, ma non si può cambiare canale di lavoro, perché manca una unità di coordinamento, se qualcuno cambia canale gli altri non lo sentono più…emerge subito la necessità di un canale riservato alla sola emergenza…
la contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare (nome ipotetico), dice all’amica che aveva trovato un posto migliore per fare il bagno…le chiamate si coprono una con l’altra, i messaggi arrivano inframezzati… chi parla con le unità preposte all’emergenza, crede di essere al telefonino e fa dei sermoni che nessuno, causa i disturbi, capisce; dopo circa mezz’ora l’elicottero non ha ancora trovato il sub, poi finalmente arriva sulla scena.

Noi sempre navigando e grazie all’altomare e alla bontà del nostro apparato radio RAY98E sentiamo quasi tutto, ma evidentemente c’è anche qualcuno che non ha gittata radio, forse le imbarcazioni più basse, c’è confusione, chi offre ossigeno, chi cerca il medico, chi chiede in che condizioni è il subacqueo…
Balza agli occhi, anzi alle orecchie un fatto raccapricciante…manca il coordinamento. E’ assolutamente necessario che ogni emergenza venga gestita da una sola unità di crisi. Dovrebbe essere redatto un documento con una scaletta di pronto intervento di zona. Gli enti dovrebbero essere coinvolti a cascata, esempio: il primo incidente viene gestito da GC, il secondo da 118, il terzo da VVFF e via discorrendo. Ogni emergenza dovrebbe avere assegnato un nome in codice tipo: irene, bandiera, nettuno eccetera. In tal modo se la GC prende in carico IRENE stabilisce che tutti gli interessati per IRENE parlino esclusivamente su CH 72 e via di seguito.
Non sappiamo come sia finito l’incidente in questione, non sappiamo se il sub fosse ancora vivo o già morto, ma sappiamo che dopo una sola settimana, Portofino era nuovamente in emergenza per un subacqueo. Se qualcuno ha notizie saremmo lieti di pubblicarle.
Quest’anno forse è una impressione, ma ci sembra che le cose stiano peggiorando, chissà se è così o se si tratta solo della routine dell’alta stagione. Bisognerebbe avere a disposizione un ente statistico, ma non sappiamo nemmeno quanti subacquei ci sono in Italia…come la popolazione del Bangladesh, ne muoiono 500 e non se ne accorge nessuno…
Eppure c’era il sole, il bel tempo, l’acqua pulita che cosa non ha funzionato?
la redazione

MORTE IN NOTTURNA A PORTOFINO

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Subacqueo muore durante immersione notturna a Portofino
Aperta inchiesta e disposta autopsia per cause decesso
(ANSAweb)-GENOVA,18 GIU
-Un giovane subacqueo di 26 anni di Genova, e’ morto durante un’immersione notturna organizzata da un centro diving del capoluogo ligure davanti a Punta Chiappa, all’estremita’ del promontorio di Portofino. Altri due sub ricoverati e dimessi poco dopo. Il giovane e’ stato colto da malore intorno alle 23, mentre con altri 7 subacquei (tutti dotati di brevetto) e due istruttori del centro Manta della vecchia Darsena di Genova ammirava i fondali di circa 30 metri del parco marino di Portofino. I compagni di immersione l’hanno soccorso e portato in superficie sulla barca appoggio, che e’ stata raggiunta da una motovedetta e da due gommoni della Guardia Costiera e dei Vigili del Fuoco con personale del 118. Le manovre di rianimazione, continuate sulla banchina del porticciolo di Camogli, dove il subacqueo e’ stato trasportato, non hanno dato pero’ esito. Secondo i soccorritori il giovane, che lavorava al Registro Navale Italiano, era morto da circa un’ora. Sull’accaduto la magistratura ha aperto un’inchiesta ed ha disposto l’esame medico-legale della salma, che e’ stata composta nell’obitorio dell’ospedale San Martino. (ANSAweb)

Prima precisazione:

Siamo alle solite, la notizia della morte del sub viene riportata da un paio di agenzie: Ansa e ADN Kronos, e appaiono evidenti due cose:
1)non si capiscono le cause della morte, chi dice malore chi embolia, chi dice immersione a 30 metri chi dice immersione profonda…
2)Non si conosce il nome del subacqueo…
da indiscrezioni, la vittima di età fra i 26 e i 27 anni risponderebbe

al none di Andrea Caveri e sarebbe morto intorno alle 22 di sabato 18 giugno accompagnato da ben sette subacquei e una barca. Il diving era probabiolmente “Subassai” della Corderia Nazionale.
Siamo probabilmente gli unici in Italia a pubblicare il nome della vittima e il diving che lo accompagnava!
Non resta che attendere ulteriori approfondimenti sulla vicenda…
Commento della redazione: ci siamo immersi per 15 anni a Portofino, fino a conoscerne ogni sasso, mai ci è passato per la mente di scendere al sabato sera alle ore 22,00; ma che genere di distorsione mentale ha colto i subacquei del 21 secolo

Seconda precisazione:

Il subacqueo vittima dell’incidente accaduto a (Camogli)Portofino soffriva da circa sei anni di epilessia. Il problema si era manifestato dopo un incidente stradale in motocicletta nel quale aveva battuto il capo.
Sarebbero stati sequestrati i certificati medici di idoneità sportiva. Si sta inoltre indagando per verificare se stesse praticando con regolarità la terapia contenitiva atta a limitare le crisi.

da notare che sono giunte alla redazione le seguenti conferme:
-l’incidente si è verificato la sera del venerdi 17 (e non del sabato 18 come si era detto)
-Il Diving era il Subassai della Corderia Nazionale
-L’immersione era stata portata fino a max 30 metri di profondità probabilmente fuori curva di sicurezza
-le atrezzature del malcapitato e parte di quelle dei suoi compagni sono state sequestrate dai VV.F.
-La vittima si chiamava Andrea Vicari e non Caveri come precedentemente indicato, ingegnere 25enne di Genova, residente in Via Corsica
-Pare che fosse un Divemaster
Il direttore

MUORE SUB ICRAM ALLE TREMITI

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direttamente da teleradioerre:
ISOLE TREMITI, sabato 18 giugno 2005 – ORE 18.03
E’ stata disposta l’autopsia sul corpo di Alessandro Antonini, 45 anni, di Imola, morto alle 13 di ieri per un malore durante una immersione alle Isole delle Tremiti. Il provvedimento è stato disposto dal tribunale foggiano. Il 45enne, ricercatore dell’Istituto “Icram”, era giunto da qualche giorno alle Diomedee per condurre degli studi di biologia marina. Antonini si era immerso ad una profondità non superiore a 4 metri quando ha accusato un malore perdendo conoscenza. E’ stata esclusa, fino ad ora, l’ipotesi di un edema polmonare. L’allarme è stato lanciato dal gruppo di sub che erano con lui. Il gruppo lo ha notato privo di conoscenza sott’acqua e riportato subito in superficie. Il sub era già morto quando è stato raggiunto dai soccorritori arrivati dall’ospedale di Foggia in elicottero. Il cadavere del ricercatore si trova tuttora nell’obitorio dell’ospedale civile di Termoli, dove i familiari sono in attesa del completamento dell’esame autoptico e del nulla osta della magistratura pugliese per riportare a casa la salma del congiunto.
Damiano Bordasco